Vige la legge del più forte: il volley campano batte la camorra 3-0

L’imprenditore antiracket Luigi Leonardi scende in campo per educare i giovani a sport e legalità

di Annamaria Iodice
Annamaria Iodice
(8 articoli pubblicati)
Luigi Leonardi

La mano oscura della camorra gli ha tolto tutto solo per aver detto di no. Per non essersi voluto piegare alla legge di quel pesce più grande che divora ad ogni costo il più piccolo. Questo ha fatto di Luigi Leonardi, imprenditore quarantatreenne campano, un simbolo della lotta al racket, icona di chi non ha rinunciato al coraggio neppure quando ha visto le proprie aziende di impianti di illuminazione ridotte in cenere. Con quella cenere è sfumato anche il sogno di una vita, chiuso tra le quattro mura di quel carcere in cui la camorra tentò, poi, ancora di zittirlo. Non doveva denunciare, non doveva osare di essere quella voce fuori dal coro di chi ha paura e tace sottostando a chi arma mani e bocca senza conoscere una sola legge se non quella criminale. Luigi Leonardi ha guardato in faccia i propri aguzzini, li ha sfidati ed anche lui si è armato: del sostegno della legge dello Stato e dell’amore per la propria terra. Quella Campania che non lo ha abbandonato e che oggi, attraverso lo sport, gli affida il futuro delle nuove generazioni.

È così che è nato il progetto della Romeo Normanna Aversa, squadra che milita nel campionato di serie B maschile di pallavolo nazionale, che ha scelto l’imprenditore antiracket per parlare ai giovani ed entrare in contatto con loro per educarli alla legalità attraverso il gioco. Sotto rete si è una squadra di cui tutti fanno parte. Nessuno è escluso. Proprio sull’inclusione si basa la filosofia della società aversana che ha scelto Luigi Leonardi per potenziare le opportunità di un progetto che ha come scopo principale il rilancio sociale e morale del territorio campano: «L’idea di utilizzare lo sport per evitare che i giovani possano prendere altre strade - ha dichiarato il quarantatreenne imprenditore campano - è attraente per gli stessi giovani. Lo sport ha un appeal diverso e modificare la mentalità di un ragazzo a rischio, attraverso la pratica di un’attività sportiva, non è solo una testimonianza sterile. C’è bisogno, come diceva Giovanni Falcone, di una rivoluzione culturale e non c’è cosa migliore per i ragazzi di evitare compagnie devianti attraverso la pratica di uno sport». Parole che hanno lasciato un segno in quei tanti giovani e giovanissimi che Luigi Leonardi ha incontrato donando loro un sano e saggio messaggio di vita. Lanciato anche grazie ad una palla da volley al di là di una rete dove ogni speranza ed indifferenza può arrivare buttando giù quel muro omertoso in grado di liberare il grande potenziale di una Campania bella e libera. Nel nome e nel segno del coraggio e dello sport.

Luigi Leonardi 2
Fonte: l'autore Annamaria Iodice

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