Var o non Var? Un dilemma tornato d’attualità negli ultimi giorni

Le polemiche juventine, nel post partita della sfida contro il Real Madrid, hanno riacceso la discussione sull’utilizzo della tecnologia sui campi da calcio

di Francesca Landini
Francesca Landini
(144 articoli pubblicati)
Var

Real Madrid-Juventus ovvero la gara della grande polemica. La squadra di Allegri, grazie ad un’ottima prestazione, riesce a segnare tre gol al Santiago Bernabeu ed a rimettere in parità il doppio confronto contro i galattici (vittoriosi per 3 a 0 a Torino nella gara di andata). Il putiferio si scatena all’ultimo minuto del match, quando l’arbitro concede un calcio di rigore ai Blancos per fallo di Benatia su Vazquez (rigore discutibile ma non certo scandaloso). La Juve protesta come non mai e Buffon si vede sventolare in faccia un bel cartellino rosso (finale non proprio ideale della sua gloriosa carriera, a livello europeo). Cristiano Ronaldo segna e la Juventus abbandona la competizione a testa alta. Nel post match, squadra e dirigenza bianconera, contestano aspramente l’operato arbitrale e rivendicano l’utilizzo e l’utilità del Var, anche in campo europeo. È strano che ad innalzare i toni sia proprio la Juve che, in campionato, non ha mai perso occasione di sottolineare quanto la tecnologia sia tutt’altro che indispensabile. Un controsenso fin troppo lampante che evidenzia come un episodio è in grado di cambiare l’opinione di un’intera società. Ma il problema non è tanto il comportamento, a mio parere pessimo, dell’ambiente juventino nel post gara del quarto di finale di Champions ma quanto e se, la tecnologia possa essere effettivamente utile al calcio. 

Io sono favorevole all’utilizzo del Var, in quanto (almeno teoricamente), dovrebbe equilibrare i giudizi arbitrali ed evitare spiacevoli inconvenienti, episodi di favoritismi o meno. Inoltre il monitor aiuta l’arbitro ed i suoi assistenti a non commettere sviste madornali che possono condizionare un’intera stagione (come dimenticare il gol di Muntari contro la Juventus, qualche stagione fa). La tecnologia, al giorno d’oggi, nel calcio è indispensabile. E non importa se il gioco viene spezzettato ed interrotto più spesso: quello che interessa veramente, ai tifosi ed agli addetti ai lavori, è la regolarità dei campionati e la possibilità di ricevere un trattamento equo ed in linea con quello riservato agli avversari. La disparità di giudizio può essere eliminata solamente con il VAR, strumento innovativo ed al passo con i tempi. Detto questo, nel calcio bisogna anche saper perdere ed accettare il giudizio del campo. La Juventus ha dimostrato di non saperlo fare, forse perché poco abituata a subire una decisione importante all’ultimo minuto della partita. Bisogna essere campioni sia quando si vince sia quando si perde. Attaccarsi all’arbitro ed inscenare polemiche allucinanti è, a detta degli stessi giocatori bianconeri, “l’alibi dei perdenti”. Chi prima accusava ora attacca senza mezzi termini. Ma questa è tutta un’altra storia. Una storia, in cui è meglio non addentrarsi.

Fonte: l'autore Francesca Landini

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