Una pedalata in ricordo di Papà

Trieste-Ossero in MTB, l’avventura di "Dramma ed Ansia"

di Giovanni Damianidivergada
Giovanni Damianidivergada
(1 articoli pubblicati)
Spiaggia di Ossero

 L'idea di questo viaggio nasce dalla volontà di mio papà, venuto a mancare un paio di mesi fa, di portare ad Ossero, paesino sull'isola di Cherso, un ricordo, dato che proprio questo posto gliene aveva regalati innumerevoli. Non avevo nessuna voglia di andarci in macchina: troppo facile. Volevo che in qualche modo la strada contasse tanto quanto il gesto e così un giovedì pomeriggio, partiamo. Coinvolgo il mio grande amico Giorgio che subito appoggia l’idea di intraprendere questa ennesima avventura tra "Dramma ed Ansia”, così ci appellano i nostri amici.

Finito il turno di lavoro stiamo per partire quand'ecco un bel temporale di quelli che t’inzuppano, al che decidiamo di aspettare che il tempo migliori e partiamo, attrezzati alla male e peggio e con quella paura del "chissà cosa può succedere “, imbocchiamo il primo sentiero e subito si palesa l'indole drammatica dell'amico, che buca una gomma e scendendo dalla bici pesta un escremento di cane. 
Tra risate e imprecazioni lo aiuto a cambiare la camera d'aria e si riparte. Per fortuna esce il sole ma la tempesta aveva reso il terreno pesante e fangoso, la fatica si fa sentire, continuiamo nel sottobosco addentrandoci nel nulla della terra istriana, il sentiero è fangaia infinita. Finalmente ne usciamo, siamo completamente uno schifo! Passiamo il confine tra Slovenia e Croazia e giungiamo alla nostra prima tappa nel paese di nome Roć, che ci accoglie rifocillandoci a dovere e infine sveniamo a riposare. La mattina seguente ci rimettiamo in marcia sapendo che la tappa più dura sarebbe stata questa: dobbiamo attraversare il monte Ucka. Troviamo un buon ritmo e arriviamo in un agriturismo dove ci preparano un ottimo piatto a base di carne d'orso, una vera prelibatezza!Ripartiamo pensando di aver fatto il pezzo peggiore e invece le peripezie devono appena iniziare. Dapprima si rompe la catena e poi ci ritroviamo su un sentiero al limite del trial. Continuiamo la "strada" costeggiando la montagna senza mai vedere il mare tra discese e qualche caduta. Arrivati in cima davanti ai nostri occhi si apre una vista mozzafiato: le isole di Cherso e Veglia, come due gioielli in mezzo al mare e dal lato opposto tutto l'entroterra istriano: uno spettacolo incredibile! Giusto il tempo di una pausa e il meteo cambia proprio per l'ultima discesa prima di arrivare al traghetto, quella pioggia leggera che fa diventare le rocce delle lastre di ghiaccio dove le gomme scivolano che è una meraviglia. Sbarchiamo dal traghetto e secondo i nostri calcoli ci sarebbe stato un bus che ci avrebbe portato fino alla città di Cherso, ma questa faccenda è rimasta solo una teoria, ovvero, il bus c'era, ma l'autista non ha alcuna intenzione di caricare le nostre bici. Con le ultime forze, esausti e senza proferir verbo ci rifugiamo in un ristorante e meritatamente ci abbuffiamo del pescato del giorno.

La mattina seguente sappiamo di essere ad un passo dalla vittoria, questa volta esce il sole, perfino troppo:30 gradi...meglio la pioggia? L'isola di Cherso ha dei colori e dei profumi inconfondibili, il sentiero che percorriamo costeggia l'isola, si vedono le barche che sembrano appese nel vuoto da quanto trasparente è il mare, siamo sempre soli, non incontriamo nessuno. Oggi più degli altri giorni sono più vivi ricordi di papà, le sue storie di pesca, le suonate con la chitarra e mi travolgono mille emozioni. Arriviamo finalmente ad Ossero, basta uno sguardo con il mio amico Dramma che la commozione prende il sopravvento.

Con Zdenko, amico fin da bambino di mio padre con una passione comune per la pesca, usciamo in barca come facevano sempre loro due e poco lontani dalla riva spegniamo i motori, lasciamo andare una barchetta di carta con dentro un ricordo di papà e la guardiamo intensamente con dietro lo sfondo del paese. Zdenko uomo silenzioso, tranquillo e di grande cuore, dice sommessamente un paio di frasi, dice le parole giuste, quelle che rimangono per sempre nel nostro cuore, come questo viaggio.

momento drammatico del mio amico dramma
Fonte: l'autore Giovanni Damianidivergada

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.