Una impresa tutta italiana: il trionfo ad Atene 2004 di Baldini

L'oro olimpico iniziato a correre fin da bambino, dedicandosi inizialmente ai 5.000 e 10.000 metri, e passando alla maratona nel 1995

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(107 articoli pubblicati)
Mens Marathon

Stefano Baldini (Castelnovo di Sotto, 25 maggio 1971) è stato campione olimpico di maratona ad Atene 2004 e due volte campione europeo (1998 e 2006). Proviene da una famiglia numerosa, con 11 figli.  È sposato con Virna De Angeli (ex primatista italiana dei 400 m piani), dalla quale 3 figli:  Alessia, nata nel giugno 2001, Laura, nata nel febbraio 2012 e Lorenzo, nato nel gennaio 2015.  

Ha iniziato a correre , dedicandosi inizialmente ai 5.000 e 10.000 metri, e passando alla maratona nel 1995.  tra le file dell'Atletica Guastalla e in seguito, a parte il periodo della leva militare, dove ha vestito la maglia delle Fiamme Oro, ha sempre indossato i colori della "Calcestruzzi Corradini Rubiera". Alto 1,76m per 60 kg, prima di vincere l'oro olimpico ad Atene aveva già preso parte alla maratona delle Olimpiadi di Sydney nel 2000. Ad Atlanta 1996 aveva gareggiato sui 5.000 e 10.000 metri. 

All'inizio della carriera è stato seguito da Emilio Benati, in seguito da Luciano Gigliotti (detto Lucio), che portò alla vittoria olimpica anche Gelindo Bordin. La vittoria nella maratona alle Olimpiadi di Atene del 29 agosto 2004, con il tempo di 2 ore 10 minuti e 55 secondi (record sul percorso storico da Maratona ad Atene battuto sono nel 2014), 34 secondi davanti allo statunitense Mebrahtom Keflezighi e 1 minuto e 16 secondi davanti al brasiliano Vanderlei de Lima, è stata ovviamente la sua vittoria e impresa più bella.

La corsa parte regolare, forse troppo. Il ritmo tutt’altro che proibitivo mette in moto Luciano Gigliotti, tecnico azzurro, che guidato dall'intuito  e dall'esperienza ha un lampo di genio: “Continuate ad andare piano che Tergat, così, si ammazza di gambe“. Perché sì, Paul Tergat, dopo aver duellato con Haile Gebrselassie per un lustro in pista, si è dato alla regina delle distanze. È lui il favorito numero uno e per batterlo c’è da giocare d’astuzia.

A metà gara la fuga del brasiliano Vanderlei De Lima, poi stoppato da quel pazzo scozzese con il cartello “Leggete la Bibbia, la Bibbia ha sempre ragione“. La rincorsa di un terzetto, Paul Tergat che si stacca, Meb Keflezighi in cerca dell’oro, che tutt'oggi, a 42 anni, corre ancora e (forse) a fine anno appenderà le scarpette al chiodo. «Non è mai stato un problema andare a scuola e fare sport insieme - racconta l’olimpionico di Atene -. Io già dalla seconda superiore facevo gare nazionali, viaggiando nel weekend.  Lo sport, poi, negli anni della scuola mi ha dato la possibilità di sognare, attraverso i viaggi: già a 16 anni giravo in Europa e nel mondo. È una delle cose che amo di più, ho imparato ad essere un cittadino del mondo e sentirmi a casa ovunque. È altrettanto vero che lo sport mi ha privato di qualcosa: non sempre potevo uscire con gli amici, ma sono sacrifici che poi vengono ripagati. Tuttora esco con ragazzi con cui andavo in giro da adolescente e facciamo di tutto per ritrovarci il più possibile».

«La fatica nello sport è relativa ed è comunque uno stimolo a superare se stessi. Lo sport, e l’atletica in particolare, ti fa sognare di poter raggiungere un obiettivo. Se in allenamento hai avuto la capacità di resistere alla fatica e di fare anche cose di cui non avevi voglia, allora anche in gara avrai la stessa capacità. E così succede nella vita di tutti i giorni. Chi fa sport ha sempre una marcia e mezzo in più rispetto agli altri».

«Sono abituato a guardare avanti e non indietro, sono gli altri a ricordarmi il passato. Quell'impresa per me nasce da cose semplici che per altri erano difficili, come venire a Modena e farmi dieci ripetute sui mille metri oppure sei volte i duemila. Anche grazie al prof. Gigliotti, che è stato maestro di vita e di sport. Ce la siamo spassata, vivevamo quel periodo con la leggerezza e la consapevolezza di fare grandi cose. Tenendo conto che ci sono gli altri: se sono più bravi ci si vede la prossima volta. Ma il giorno migliore deve ancora venire». Baldini oggi è il Direttore Tecnico Giovanile e per lo Sviluppo della FIDAL.

Mens Marathon Medal Ceremony
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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