Tortu e Giorgi, le prime due gioie ai mondiali di atletica a Doha

Filippo ci riporta in finale dopo 32 anni, dove è settimo col suo miglior tempo dell'anno, Eleonora ci porta sul podio nella gara più lunga, la 50 km di marcia

di Mattia Gallo
Mattia Gallo
(22 articoli pubblicati)
Eleonora Giorgi

Un dolce risveglio per l'Italia dell'atletica e non solo, già al secondo giorno abbiamo collezionato due soddisfazioni non da poco. In pista Filippo Tortu, dopo 32 anni che non succedeva, riporta l'Italia in una finale dei 100 metri, la gara regina dell'atletica. Mentre per le strade di Doha Eleonora Giorgi ci regala la prima medaglia di questo mondiale, nella gara più lunga e più dura, la 50 km di marcia. Oltre, e sarebbe sbagliato dimenticarlo, a Claudio Stecchi con 5.75 m strappa il biglietto per la finale del salto con l'asta.

Procediamo con ordine. Filippo Tortu venerdì sera ci aveva lasciato molti dubbi nella testa, oltre al tempo che lasciava poche speranze, aveva corso male. Una partenza scomposta e una fase lanciata assolutamente non efficace. A differenza dell'altro azzurro, Marcell Jacobs che, con il 10"07 di venerdì, aveva dimostrato una condizione niente male. Ieri pomeriggio si sono invertiti i ruoli, il secondo è apparso spento e mai in palla fin dalla partenza, il primo, in semifinale, ha stampato un 10"11 che ha spiazzato tutti. Morale abbiamo un atleta in finale dei 100, l'ultimo era stato Pavoni, e già questo è un successo. Quando poi, alle 21.15, è scesa la sera e lo stadio Khalifa ha creato un'atmosfera da concerto rock per gli 8 uomini più veloci del pianeta, le emozioni si sono sovrapposte. Il sogno medaglia è sempre rimasto tale ma quel 10"07 corso da Pippo, oltre ad essere il suo miglior tempo stagionale, gli garantisce il settimo posto, mentre Christian Coleman si prendeva la rivincita sull'eterno Justin Gatlin che lo beffò a Londra due anni fa, dove terzo fu un certo Usain Bolt.

Alle 22.30, invece, la gara più corta ha lasciato spazio alla gara più lunga di tutto il programma, la 50 km di marcia. Le condizioni proibitive lasciavano molti dubbi sulle possibilità anche solo di portare a termine la prova, delle tre azzurre che prendevano il via due sono state costrette al ritiro, Mariavittoria Becchetti e Nicole Colombi, comunque bravissime anche solo per esserci. Alla Giorgi, prima di festeggiare, non è che sia stato tanto meglio, verso il 30° chilometro ha avuto attacchi di vomito che hanno messo a rischio il completamento della prova. Nulla che comunque non sia rientrato, visto che il finale è stato dolcissimo. A Londra 2017 l'unica medaglia azzurra arrivò dalla marcia l'ultimo giorno, a Doha 2019 la prima medaglia azzurra arriva dalla marcia. Un filo rosso lega Antonella Palmisano e Eleonora Giorgi, la marcia che da sempre ci ha regalato soddisfazioni immense, e stanotte non è stata da meno. 

Quella della Giorgi è l'immagine della resilienza e del forza di volontà, alla faticaccia che 50 km ti chiedono nella testa e nel fisico, si sono aggiunte delle condizioni proibitive. Già dalla maratona femminile si era capito che era una gara di resistenza fisica e ieri sera quest'impressione è stata confermata. Ciò che ripaga tutto è il sorriso della ragazza lombarda che con due tricolori taglia il traguardo, il volto della felicità e della stanchezza. Dopo l'arrivo ai microfoni di Rai sport dirà: Sono talmente prosciugata che non ho neanche lacrime per commuovermi. Non importano le lacrime mancate Eleonora, quello che conta lo ha già fatto.

Siamo partiti forte quindi, dopo una prima giornata in chiaro scuro la seconda ha illuminato la nostra nazionale, e siamo solo all'inizio. Oggi si continua ad assegnare medaglie posti in finale, l'Italia ha già risposto presente all'appello, adesso c'è da raggiungere i bei voti. Di certo non c'è nulla, ma questa sensazione di aver ritrovato un movimento bello e pimpante non ci vuole lasciare.

Fonte: l'autore Mattia Gallo

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