Taro Tsujimoto, il giocatore (inesistente) di hockey più noto

Fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione, ecco la beffa perfetta

di Roberto Leonardi
Roberto Leonardi
(35 articoli pubblicati)
Taro Tsujimoto

Si è svolto recentemente l'NHL Entry Draft, l'evento di inizio stagione, nel quale ogni franchigia/squadra della lega di hockey più prestigiosa (National Hockey League), può assicurarsi le prestazioni di giocatori all'esordio nella suddetta lega.

È un po' passato nell'anonimato dalle nostre parti, e probabilmente non solo per via dei mondiali di calcio.
Comunque la prima scelta, per la cronaca, è stato lo svedese Rasmus Dahlin, selezionato dai Buffalo Sabres. Proprio questa squadra, più di quaranta anni fa, nel draft del 1974, mise sotto contratto il primo giocatore giapponese della lega, un giocatore inesistente, ma tuttora un personaggio ricorrente nei cori e nel merchandising dei Sabres.
Breve, superficiale, e probabilmente inesatta, spiegazione dello svolgimento del draft: le squadre possono tesserare giocatori non professionisti, o di provenienza extra-lega, secondo un ordine prestabilito, detto chiamata.

Il più forte, o presumibilmente tale, è il primo della lista dei giocatori, e può venir tesserato dalla squadra che si è aggiudicata la prima "chiamata",  questo primato deriva da un complicato calcolo che privilegia principalmente, nella lotteria per aggiudicarsi tale diritto, il peggior piazzamento nella stagione precedente, poi mescolato ad altri fattori comunque minori.
Credo che, come nell'NBA, questo sia possibile grazie al monte ingaggi e dal fatto che non ci siano retrocessioni, non del tutto comprensibile questo fatto per noi "latini" e calciocentrici, noi amiamo i drammi,  abbiamo bisogno di andare in serie B per piangere, e risorgere eventualmente dalle serie inferiori come Ulisse torna dal regno delle ombre.
Comunque dicevamo, durante il draft del 1974 nacque la leggenda di Taro Tsujimoto.

All'epoca, senza google e you tube, si potevano conoscere al massimo le prime scelte degli esordienti, contando che c'erano 23 chiamate (Ora 7), era molto difficile reperire informazioni su tutti. Passati i primi nomi della lista, le notizie sugli altri venivano da voci, almanacchi, rudimentali database cartacei, in più c'era una lega concorrente, che approfittando delle informazioni raccolte, "rubava" giocatori, proponendo contratti più vantaggiosi giocando d'anticipo. Per ovviare a questo, il draft del 1974 si svolse prima del previsto e tramite una teleconferenza segreta che sarebbe durata tre giorni. Come forma di protesta verso questa modalità, interminabilmente lunga e noiosa, ecco il colpo di genio (Cos'è il Genio? - È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione, come insegna Rambaldo Melandri in "Amici miei atto II"), George Imlach, General Manager dei Buffalo Sobres, chiama come 11°scelta della sua squadra, uno sconosciuto giapponese.
Secondo leggenda il nome ebbe origine da una chiacchierata con una segreteria di origini nipponiche, alla quale Imlach chiese l'equivalente orientale di John Smith, o Mario Rossi per capirsi, in più la traduzione di spada, ed ecco il centro attacco Taro Tsujimoto dei Tokio Katanas.

Vista l'autorevolezza di Imlach (Entrerà poi nella hockey hall of fame), tutti sono spiazzati da questo presunto colpo, monta la curiosità, e per qualche settimana viene martellato da giornalisti e addetti ai lavori, lui si limita a dire: arriverà presto.
Ovviamente non arriverà mai, e la leggendaria chiamata n° 183 del draft del 1974 verrà poi cancellata dalle statistiche, ma resterà nell'immaginario di tutti per sempre. Ancora oggi quando la squadra è in difficoltà il suo nome viene invocato dai tifosi come cambio, girano post e cartoline con sentenze in stile saggio/orientale: Taro dice che..., e addirittura la Panini, nel 2011 gli ha dedicato una figurina; un giocatore dai tratti giapponesi e una colorazione della divisa simile ai Buffalo, diventando così il giocatore inesistente più presente e amato della storia dell'hockey. 

Fonte: l'autore Roberto Leonardi

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