Tania Di Mario, una tigre con il cuore di una regina pt1

La storia di Tania Di Mario e di cosa vuol dire essere una bandiera

di Ilario Ianiri
Ilario Ianiri
(38 articoli pubblicati)
tania

Messina 1999, si svolgono gli Europei giovanili, nella squadra azzurra c'è una ragazzina tutta pepe, si chiama Tania Di Mario, Pierluigi Formiconi allenatore del setterosa di allora la porta con se agli Europei di Prato e la ragazzina tutta pepe ruba subito gli occhi degli appassionati, ma cominciamo dall'inizio.

1994 nella piscina di Viale Manzoni a Roma Tania muove i suoi primi passi come nuotatrice, la cosa però la stanca e inizia a farsi largo in lei la "nausea da riga nera" le  compagne di Tania fanno tutte pallanuoto, dai Tania vieni è divertente le dicono e Tania accetta, sarà amore a prima vista, spinta anche dal suo allenatore Daniele De Santis Tania inizia a giocare nella Vis Nova Roma, fino ad arrivare al 1996.

A casa Di Mario bussa l'Orizzonte Catania il Real Madrid della pallanuoto femminile che vorrebbe assicurarsi le prestazioni della ragazza, c'è un problema però, Tania deve fare la maturità ne riparliamo l'anno prossimo, l'anno dopo Tania lascia la sua città per andare in Sicilia, in quella squadra gioca Giusi Malato la più forte giocatrice del mondo, primo anno ed è subito scudetto.

Torniamo a quel 1999, precisamente a quell'estate, la ragazzina tutta pepe come l'abbiamo chiamata all'inizio vince quegli Europei e pensa beh se è cosi è veramente figo, ma parla già come una veterana chiedendo più sostegno per la pallanuoto e ringraziando i suoi genitori. Qualificazioni per le Olimpiadi di Sydney 2000, per la prima volta la pallanuoto femminile sarà alle Olimpiadi, è una grande occasione ma il setterosa incredibilmente la fallisce rimandando tutto ad Atene 2004.

Quattro anni si sa passano presto e tra uno scudetto e l'altro e una coppa campioni e l'altra Tania arriva ad Atene con un Mondiale e due Europei sulle spalle, semifinale con gli Stati Uniti, quarto tempo, l'Italia è in svantaggio di due goal, serve il colpo di classe di qualcuno, e allora puntuale arriva lei che prima fulmina il portiere statunitense con un tiro sul secondo palo e poi con un colpo di genio si inventa una palomba che pareggia la partita e con un sorriso beffardo guarda una giocatrice come a dire guarda cosa ti ho combinato, Manuela Zanchi porterà l'Italia in finale a quattro secondi dalla fine, adesso ci aspetta la Grecia.

Fonte: l'autore Ilario Ianiri

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