“Scusa Ameri”… e un calcio che non esiste più

La rivoluzione dei diritti televisivi che ha cambiato le nostre abitudini e il sistema calcio

di Antonio Monaco
Antonio Monaco
(107 articoli pubblicati)
tifosi con tv

Una volta era “Scusa Ameri” nella classica domenica italiana, di sogni milionari con la schedina e di pomeriggi calcistici radiofonici, magari dopo il classico pisolino. Scordatevi  per un istante Sky e Mediaset Premium, analisi pre e post gara, i volti di belle donne a condurre i talk show e magari ritorneranno nei vostri ricordi, lo storico Paolo Valenti di 90° minuto, che passa la linea nell’ immediato post match, a quel giornalista più o meno simpatico, dagli stadi italiani.

Il riporto di Strippoli, la verve di Necco, le indecisioni di Tonino Carino, sono un pezzo di storia calcistica italiana che non può venir meno neppure nell’era dei diritti tv a pagamento. Oggi per tanti, ma non per tutti, quella trasmissione è il ricordo di un calcio romantico. E’ facile seguire i propri beniamini, la propria squadra del cuore o l’intero campionato in video con le varie "dirette goal "dei principali networks.

Poter gustare tutto in diretta è senza dubbio un vantaggio per gli appassionati, ma volete mettere il boato che rompeva la radiolina e raccontava delle gesta tecniche dei protagonisti, dando spazio all’immaginazione? O il racconto dei gol epici di grandi campioni, magari davanti al bar con gli amici fidati?

Oggi con il calcio spezzatino, spalmato su tutto il weekend, si è parsa la sacralità delle ore 15:00 della domenica.

Tutti quei tifosi che hanno vissuto quei tempi,  sono terribilmente nostalgici. Erano in tanti che la sera del 29 agosto 1993 si sintonizzarono sulle frequenze di Tele+2 e assistettero, con la cronaca della squillante voce di Massimo Marianella,  a Lazio Foggia che fu il primo incontro di serie A, trasmesso su un canale a pagamento.

L’evoluzione delle pay tv, ha cambiato il calcio italiano, non si sa se in meglio o in peggio ( a voi la scelta); di sicuro ha influito sempre più nei bilanci delle società calcistiche.

La recente assegnazione dei diritti tv di serie A, per il triennio 2018-2021 ha riacceso il dibattito.

Il valore della produzione complessiva della serie A tende a crescere, cosi come l’indebitamento complessivo delle società, e questo fa si che i ricavi generati dai diritti televisivi costituiscano oltre il 55% del fatturato totale.  I diritti, di conseguenza, sono di vitale importanza per l’intero sistema calcio. Il triennio prossimo dovrebbe garantire all’intera serie A, dopo la “querelle” Mediapro, circa un miliardo di euro, da dividere secondo i nuovi criteri di ripartizione.

Anche se da un lato ciò è necessario per mantenere la competitività del nostro campionato e delle nostre squadre al cospetto delle big d’Europa ( che godono di introiti maggiori derivanti da stadi di proprietà e merchandising), dall’altro oramai il calcio è visto come un prodotto da cui massimizzare profitti a discapito dei tifosi, che spesso in anni di crisi, non possono permettersi il costo del divertimento, a cui bisogna garantire il diritto alla visione in chiaro, ad orari più consoni al grande pubblico.

Il calcio si sa è una delle più grandi passioni nazionali e a dirla come Riccardo Cucchi:” Il tifoso non può essere considerato solo un cliente. L’industria calcio produce passione e la passione merita rispetto”.

Fonte: l'autore Antonio Monaco

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3 COMMENTI

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  1. Dodo - 2 anni

    Bravo Antonio Monaco.
    I tuoi articoli sono sempre piacevoli da leggere.
    Parli di un calcio di altri tempie e hai una descrizione romantica e passionale che ti contraddistingue.
    Forse proprio per quell’annetto in più che ho, posso affermare che il vero calcio era quello.
    A fare spettacolo erano i giocatori che calcolavano un pallone e non il calciomercato.
    Complimenti e continua a farci sognare con i tuoi bellissimi articoli.

  2. GiuseppeMf - 2 anni

    Ottimo articolo,circostanziato ed a volte onomatopeico,con le sigle,le voci,dei protagonisti di un tempo ronzare ancora nelle orecchie.Lettura tutta di un fiato,che mette in luce la vetustà di un tempo con la super tecnologica visione poltonara.Bravo

    1. ANTONIO MONACO - 2 anni

      Ti ringrazio davvero.

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