S.S. Lazio nuoto: una salvezza tutta “made in Roma”

Gli uomini di Sebastianutti battono nettamente Torino ai playout e confermano la loro presenza nella massima serie di pallanuoto.

di Paolo Gavarone
Paolo Gavarone
(23 articoli pubblicati)
SS Lazio Nuoto

Una squadra romana, con giocatori romani guidata a bordo vasca da un allenatore simbolo della società, ex capitano storico dei biancocelesti. La salvezza conquistata dalla S.S. Lazio di nuoto a Siracusa sabato scorso ha sicuramente un sapore particolare. Il netto 14-5 con il quale è stato liquidato il Torino ha chiuso nel migliore dei modi una stagione a suo modo unica.

Un gruppo di ragazzi romani è riuscito a raggiungere il non facile obiettivo di far mantenere il posto nella massima serie di pallanuoto alla squadra della propria città. Un’impresa forse unica in tempi in cui in tutti gli sport di squadra, ai loro massimi livelli, si ci pone spesso il problema della presenza eccessiva di stranieri e della scarsa valorizzazione dei talenti nostrani. Questa Lazio è stata una sorta di Athletic Bilbao in versione water polo, che ha anche portato nuovo entusiasmo nel pubblico della piscina Foro Italico, che si è confermata un fortino difficilmente espugnabile.

Un successo che deve molto a Claudio Sebastianutti, allenatore già vincitore dello scudetto under 20 nel 2016, che ha gestito e fatto crescere un gruppo con un forte senso di appartenenza che solo una bandiera biancoceleste come lui avrebbe saputo trasmettere. Una vecchia guardia motivata, giovani che hanno ripagato ampiamente la fiducia riposta (Giacomo Cannella in primis, ormai stabilmente nel giro azzurro) hanno aggiunto una pagina da ricordare alla storia della società. Un girone di andata andato oltre ogni aspettativa aveva fatto sperare addirittura della final six. Il ritorno è stato più stentato ma la squadra del presidente Moroli non ha mai perso coesione ed ha lottato in ogni singola partita e, seppur passando per la sempre insidiosa appendice dei play out, ha raggiunto l’obiettivo stagionale.

Il prossimo anno sarà l’undicesimo consecutivo in A1 per la S.S. Lazio e non è un banalità per una squadra di una città dove non è facile fare pallanuoto e che si ritrova ogni anno ad affrontare team con risorse infinitamente maggiori. La strategia non cambierà. L’arma migliore sarà la forza del gruppo. Un gruppo di ragazzi che sarebbero piaciuti ai loro antenati sportivi, quei nove ragazzi che 118 anni fa in Piazza della Libertà posero le basi per la più grande polisportiva d’Europa.    

Fonte: l'autore Paolo Gavarone

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