Russia 2018: quando le sorprese prendono il sopravvento sulle certezze

Le gare di questo mondiale confermano una tendenza in atto da qualche tempo: le squadre sulla carta meno quotate non temono nessuno!

di Francesca Landini
Francesca Landini
(144 articoli pubblicati)
Argentina FIFA World Cup Russia

Un Mondiale pazzesco e ricco di sorprese”, così si potrebbe definire la competizione calcistica più importante a livello globale che si sta svolgendo in questa estate 2018. In Russia i colpi di scena non sono certo mancati. Le squadre più blasonate, come Germania, Spagna ed Argentina (senza dimenticare il Portogallo del fenomeno CR7), hanno impressionato in negativo gli appassionati di calcio di tutto il mondo. Forse le aspettative nei confronti delle cosiddette “grandi” erano eccessive? O forse i super campioni non sono riusciti ad incidere e ad imporsi? La seconda opzione mi sembra la più realistica in quanto le squadre prima citate, sulla carta, potevano contare su calciatori dall’elevato tasso qualitativo. La corazzata tedesca, la Spagna del tiki-taka e l’Albiceleste di Leo Messi sono naufragate senza attenuanti e senza mai dare l’impressione di mettere in campo quel qualcosa in più, indispensabile per raggiungere grandi obiettivi in tornei così competitivi. Nel rettangolo verde bisogna sempre dare il 100% , non accontentarsi mai ed evitare di sperare nella giocata occasionale del fuoriclasse che possa risolvere il match.

Le grandi compagini si sono mostrate appagate, a tratti presuntuose. Pensavano palesemente di risolvere le partite grazie all’estro del grande campione ed invece non è stato così. Le squadre sulla carta meno quotate si sono compattate e, con la forza del gruppo, sono riuscite ad andare al di là delle aspettative. Il calcio è cambiato e questo mondiale non è che la cartina di tornasole di un intero mondo del football che si sta evolvendo. Il singolo non può incidere se non è adeguatamente supportato da un complesso ben organizzato ed armonioso di calciatori. La forza del gruppo prevale sulla forza e sulla qualità del campione. Sempre. I fuoriclasse non sono più gli unici ed i veri protagonisti di un team ma è l’intera squadra che si deve prendere gli oneri e gli onori della scena. Il mondo del pallone sta cambiando: la collettività prende il sopravvento sul campione che non può nulla contro squadre unite e compatte. Contro compagini che fanno della forza del gruppo e della coesione la loro vera forza. Il calcio è unione, spirito di sacrificio e supporto continuo e costante nei confronti dei compagni. Se mancano questi elementi, le figuracce non si fanno attendere e le enormi aspettative scompaiono in un mare di incertezze, di dubbi, di perplessità e di critiche.

Fonte: l'autore Francesca Landini

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