Roger Federer: un problema di età, motivazioni o un calo fisiologico?

Dopo aver vinto tanto, lo svizzero sta attraversando un periodo di flessione, più dal punto di vista mentale che fisico. Si tratta di un normale calo?

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(114 articoli pubblicati)
Gerry Weber Open - Day 7

Lo spartiacque della stagione di Roger Federer è stato il torneo di Indian Wells, perso in finale con Juan Martin del Potro, dopo aver sprecato l'impossibile tra palle break e match point. Eppure tutto era iniziato nel migliore dei modi per lo svizzero. A gennaio la non scontata difesa del titolo agli Australian Open, vittoria che lo ha proiettato a quota venti Slam. Un'impresa storica, meritata. 

Quasi quanto l'impronosticabile ritorno come numero uno del ranking ATP, lo scorso febbraio nel torneo di Rotterdam. Anche a Indian Wells sembrava lo stesso copione del 2017, con Federer mattatore fino alla finale. Match point fallito, titolo a del Potro, sconfitta a Miami, pausa per la stagione su terra. Tutto come programmato, o quasi. Già nei primi due Masters 1000 della stagione si sono visti i primi scricchiolii. 

Fresco e riposato dopo mesi in naftalina a vedere i successi di Rafael Nadal sul rosso, lo svizzero è tornato in azione a Stoccarda, dove ha vinto il titolo senza particolari problemi. La sconfitta in finale nell'amato torneo di Halle era già segno di nubi nefaste all'orizzonte, materializzatesi sotto forma dei quarti di finale di Wimbledon. Avanti due set e con match point a favore, Roger è stato clamorosamente recuperato e sconfitto da Kevin Anderson. Il resto è storia: il balbettante Masters a Cincinnati, culminato con l'orripilante performance in finale con Novak Djokovic e la prematura uscita negli ottavi degli US Open. 

Dopo aver vinto tanto, lo svizzero sta attraversando un periodo di flessione, più dal punto di vista mentale che fisico. Si tratta di un normale calo fisiologico? Oppure l'età che avanza, la programmazione e le motivazioni stanno giocando un ruolo importante in questa epopea mitologica? Quest'anno, a differenza del 2017, la programmazione mirata non ha dato gli effetti  sperati. Dopo la stagione su terra, Roger ha vinto Stoccarda, ha perso le finali di Halle e Cincinnati e fatto figuracce a Londra e New York. 

Chiaramente nessuno è imbattibile; neanche il più grande giocatore della storia del tennis può sempre vincere. Le motivazioni sono un problema per un tennista che ha vinto così tanto? Potrebbero, anche se Federer si pone sempre degli obbiettivi ambiziosi e importanti. Nel biennio 2017-2018, Roger ha vinto il diciottesimo Slam, l'ottavo Wimbledon (record), il ventesimo Major ed è tornato pur per poche settimane numero uno del mondo. Trovare nuovi stimoli non è sempre semplice, anche se ti chiami Roger Federer.  

L'età che avanza è per forza di cose un problema. Con 37 primavere alle spalle, gestire il corpo è più complesso. Cambiano i tempi di reazione, il gioco va adattato ai cambiamenti del corpo. Ci sono molte variabili. Tuttavia Federer fino a ora è sempre riuscito a gestire con grande abilità l'avanzare della sua età. Le alte temperature hanno giocato un brutto scherzo allo svizzero a New York. Potrebbe trattarsi solo di un calo fisiologico, dopo tanti successi. Lo Slam numero 21, prima di un eventuale ritiro, non può essere solo un'utopia.

Day One The Championships - Wimbledon 20
Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

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2 COMMENTI

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  1. jankanto_147 - 2 settimane

    Da quando veste UNIQULO non vince più, secondo me il pigiama giapponese porta sfiga.

    1. LorenzoC - 1 settimana

      ahaha, ma già verso Indian Wells e Miami aveva iniziato a scricchiolare. Ha 37 anni, sono normali cali fisiologici che capitano a tutti i tennisti, credo!

Gazzetta Fan News

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