Recco & co.: quando la vittoria si colora di celeste! [prima parte]

Ciclismo, calcio e pallanuoto: spesso, nel mondo dello sport, il celeste è il colore del trionfo.

di Marco Fiammetta
Marco Fiammetta
(80 articoli pubblicati)
Uruguay Pro Recco ed Argentina

Il nostro viaggio fra i colori dello sport, dopo essersi tinto di verde, di bianco, di rosso e di giallo, ci porta a raccontare alcune imprese sportive legate ad un nuovo colore. 

26 volte le maglie celesti (con fascia dei tre colori della bandiera) indossate dai ciclisti belgi in occasione dei campionati mondiali su strada, si sono trasformate in maglie iridate (rispetto ai 19 titoli conquistati dagli italiani ed agli otto successi francesi). Come già ricordato in Seleçao & co.: quando la vittoria si colora di giallo!, Rik Van Steenbergen ed Eddy Merckx (con Binda, Freire e Sagan) sono fra i cinque corridori che hanno conquistato la maglia iridata per tre volte.

Curiosamente Van Steenbergen vinse due volte a Copenaghen (nel 1949 e nel 1956), mentre il terzo titolo lo conquistò in patria: a Waregem (nel 1957). Il Cannibale, invece, trionfò ad Heerlen (in Olanda, nel 1967), a Mendrisio (in Svizzera, nel 1971) e a Montreal (in Canada, nel 1974).

Il celeste ha colorato anche la finale della prima edizione del campionato mondiale di calcio che venne disputata a Montevideo nel 1930 fra la celeste (Uruguay) e l’albiceleste (Argentina). Dorado (al 12’) portò in vantaggio la squadra di casa, ma gli argentini ribaltarono il risultato prima dell’intervallo grazie alle reti di Peucelle (20’) e Stabile (37’). Nella ripresa le reti di Cea (57’), Iriarte (68’) e Castro (89’) ribaltarono il punteggio permettendo al capitano Nasazzi di essere il primo calciatore a potere alzare al cielo la Coppa Rimet.

Vent’anni dopo la celeste vinse il suo secondo titolo battendo il Brasile nella partita decisiva del girone finale in quella che sarebbe passata alla storia come maracanazo (dal nome dello stadio: Maracanà). A Rio de Janeiro le due squadre giunsero all’intervallo col punteggio ancora fermo sullo zero a zero. Un risultato sufficiente ai padroni di casa per conquistare il trofeo. In avvio di ripresa Friaca (47’) portò in vantaggio la seleçao, ma le reti di Schiaffino (66’) e Ghiggia (79’) gelarono un’intera nazione: la Coppa Rimet tornò in Uruguay.

Anche la nazionale argentina ha conquistato due titoli mondiali. Nel 1978 trionfò in casa al termine della finale contro l’Olanda. Le reti di Kempes (al 38’) e Nanninga (al 82’) portarono la sfida ai tempi supplementari. Lo stesso Kempes (al 105’) e Bertoni (115’) decisero la partita: l’Argentina era la nuova squadra campione del Mondo!

Il secondo titolo l’albiceleste lo vinse nel 1986. A Città del Messico, contro la Germania Ovest, Brown (al 23’) e Valdano (al 56’) portarono i sudamericani sul due a zero, ma come in occasione della finale del 1954 contro l’Ungheria, i tedeschi riuscirono a recuperare due reti di svantaggio (grazie a Rummenigge e Voller). Nei minuti finali un contropiede di Burruchaga (84’), lanciato da Maradona, decise il campionato del Mondo.

[continua]

La serie completa degli articoli sui colori della vittoria: 
Brabham, Celtics e Springboks: quando la vittoria si colora di verde!
Real & co.: quando la vittoria si colora di bianco! [prima parte] - [seconda parte]
Ferrari & co.: quando la vittoria si colora di rosso! [prima parte][seconda parte]
Seleçao & co.: quando la vittoria si colora di giallo! [prima parte] - [seconda parte]

Fonte: l'autore Marco Fiammetta

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