Pesaro: cala il sipario sul grande volley al femminile

Ora è ufficiale: gli appassionati pesaresi non avranno più la loro squadra in A1.

di Davide Mariani
Davide Mariani
(3 articoli pubblicati)
Volleyball - Day 15 Baku 2015 - 1st Euro

Comunicato - "La società Robur Volley Pesaro comunica con grande rammarico e immenso dolore che, dopo aver analizzato la copertura di budget raggiunta alla data odierna, insufficiente ad affrontare in maniera dignitosa il prossimo campionato di serie A1......ha informato la Lega Femminile di serie A che non presenterà l’iscrizione al campionato di serie A1 di volley femminile per la stagione 2018/19". Questo l'incipit del comunicato ufficiale con il quale la società pesarese, nel tardo pomeriggio di ieri, a meno di 24 ore dalla scadenza fissata dalla lega per la presentazione delle iscrizioni, ha ufficializzato la propria decisione di non dar seguito allo sforzo agonistico nella massima serie. 

Carenza di sostegno e di coperture economiche e l'impossibilità, dunque, di approntare un budget sufficiente per sopportare lo sforzo di una nuova stagione ai massimi livelli, circostanza ulteriormente aggravata dalla rinuncia dello sponsor MyCicero a proseguire il rapporto, hanno consigliato la deposizione delle armi e la rinuncia al titolo sportivo conquistato sul campo nel corso della passata stagione.

Ricorsi storici - Per la seconda volta in 5 anni Pesaro esce dalla pallavolo che conta dalla porta di servizio. Per la seconda volta in 5 anni la delusione scuote il movimento pallavolistico pesarese  (oltre che la società in senso stretto evidentemente). Era il 2013 quando la Robur rinunciava come ora all'iscrizione in massima serie. Dall'unione con la Snoopy Pallavolo Pesaro, titolare di un diritto sportivo di B1, veniva fondato il Volley Pesaro che, acquisendo il suddetto titolo, garantiva comunque una categoria nazionale ad una piazza storica del panorama italiano.  Da quel momento un'importante cavalcata fatta di 5 anni di lavoro e due promozioni: 2014-2015 conquista della serie A2 e nella passata stagione il passaggio nella massima serie. Ed oggi il buio. Di nuovo.

I tifosi - "5 anni fa, esattamente come oggi cercavamo disperatamente una spiegazione a quello che ci stava succedendo. Oggi, esattamente come 5 anni fa, purtroppo ci ritroviamo ancora una volta nella stessa identica situazione: siamo costretti a dover salutare la serie A1...". La voce dei tifosi non si è fatta attendere attraverso la pubblicazione di una lettera in un post di Facebook. 

Gronda passione ma anche e soprattutto delusione ed amarezza questa manciata di righe. Parla di una profonda disillusione ma anche della compostezza e dell'educazione sempre dimostrata. L'amarezza è tutta verso una città, intesa come istituzioni, percepita come immobile e disinteressata, distante dal contesto, asettica verso le richieste di aiuto che erano state recapitate a chi sembrava avere il potere di fare qualcosa ma nulla ha fatto nel concreto. La compostezza è quella di chi non ha mai fatto mancare il proprio sostegno nella maniera più sportiva possibile, nei palazzetti di tutta  l'Italia, vivendo e trasmettendo passione e lealtà sportiva e venendo ripagato con l'ennesima delusione.

Vuoto - La Commissione di Ammissione ha cominciato oggi i lavori di verifica del materiale presentato dalle varie società. Il Consiglio di Amministrazione della Lega Serie A dovrà consegnare alla FIPAV l’elenco delle formazioni aventi i requisiti necessari per l’iscrizione ai Campionati di Serie A 2018/19 entro il 14/07. In tale data si capirà ufficialmente se e come verrà colmato il vuoto lasciato da Pesaro, un vuoto pesante in ogni caso, che forse sarebbe il caso di non archiviare troppo alla leggera. Troppo facile interrogarsi su cosa significhi oggi fare sport ad alti livelli. Troppo scontato puntare il dito e trovare colpevoli. Più esaustivo potrebbe essere non chiedersi chi ma perché. Visto che su quel perché, probabilmente, Pesaro è scivolata 2 volte in 5 anni. 

Perché cala la notte? Perché spariscono possibilità? Perché la pallavolo ha perso prima che si cominciasse a giocare? Perché nella prossima stagione giocheranno tutte con il pallone un po' più sgonfio? 

Fonte: l'autore Davide Mariani

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