Pallavolo, al via i Mondiali femminili

A poche ore dalla partita che deciderà il destino degli uomini di Blengini, le azzurre faranno il loro esordio nel mondiale giapponese

di Marco Michelli
Marco Michelli
(51 articoli pubblicati)

Il mondo della pallavolo è in fermento. Mentre nel fine settimana si assegnano le medaglie del mondiale maschile - e noi non abbiamo ancora finito di trepidare per la nazionale di Blengini - dall’altra parte del globo la nazionale femminile si appresta all’esordio nella medesima competizione.

Quindi, mentre noi avremmo appena saputo se Zaytsev e compagni hanno fatto la storia, in Giappone le ragazze di Davide Mazzanti debutteranno a Sapporo contro la Bulgaria. La formula è la stessa del torneo maschile che tanto ha fatto discutere: sei gironi di sei squadre, ognuno dei quali premia le prime quattro classificate, consentendo di portare in dote l’intero punteggio maturato nella prima fase.

Il nostro girone è quello denominato “pool B” e insieme a noi e alle bulgare ci sono anche Canada, Cuba, Turchia e Cina che affronteremo in sequenza fino al 4 ottobre con un’unica pausa a disposizione fissata per il primo giorno di ottobre. Diciamo che il passaggio del turno dovrebbe essere l'obiettivo minimo, anche se conterà non perdere punti per strada - e magari rubarne qualcuno a Turchia e, seppur più complicato, alla Cina - al fine di andare a giocare il secondo raggruppamento non come semplici comparse, fuori da ogni proposito di entrare tra le migliori sei.

Quella femminile è una nazionale “di transizione”, che cerca di far fare il salto alle nuove leve che ben hanno figurato nelle categorie giovanili. Le ragazze allenate da Mazzanti hanno un’età media di meno di 23 anni e annoverano ben dieci debuttanti ad un campionato del mondo: Ofelia Malinov, Carlotta Cambi, Paola Egonu, Elena Pietrini, Miriam Sylla, Sylvia Nwakalor, Sarah Fahr, Marina Lubian, Anna Danesi, Beatrice Parrocchiale. A fare da chiocce ci saranno Serena Ortolani, Lucia Bosetti, Monica De Gennaro e la nostra bandiera, vale a dire quella Cristina Chirichella, eroina dell'ultima rassegna iridata che proprio in Italia abbiamo ospitato nel 2014.

A godere i favori del pronostico sempre le solite corazzate, ossia Usa, Brasile e la nostra avversaria Cina a cui, ovviamente, va aggiunta la Serbia campione d’Europa in carica e vice campione olimpica. Accanto a loro Russia Turchia Olanda e, speriamo, le nostre azzurre, per le quali raggiungere la Final Six è il traguardo agognato. Di più non si dovrebbe riuscire a fare, anche se ogni volta si parte con grandi speranze e la certezza che il futuro potrà tingersi di azzurro: perché le nostre giovani posso fregiarsi di aver ottenuto gli ultimi due titoli mondiali consecutivi under 18 e, con un po’ di esperienza in più, possono aspirare a diventare uno squadrone in poco tempo.

In bocca al lupo ragazze! 

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la nazionale italiana femminile - GetIma
Fonte: l'autore Marco Michelli

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