Palio di Siena: canta ancora Lupa

Terzo successo negli ultimi sei Palii per la contrada in bianco-nero e oro. Ritorna al successo il fantino Gingillo dopo nove anni

di Edoardo Gori
Edoardo Gori
(123 articoli pubblicati)
Sventola di nuovo la Lupa

Fino a tre anni fa, un contradaiolo della Lupa nato verso la fine degli anni ’80 non poteva fare altro che chiedere ai suoi parenti cosa si provasse a vincere un Palio, poiché dal 1989 in poi di vittorie la Lupa non ne aveva avute più. Adesso, anche i più giovani nati sotto le insegne bianco-nere e oro possono dire cosa vuol dire vivere una vittoria (oltretutto con Cappotto nel 2016) e persino di rincorsa.

Erano infatti dodici anni esatti (successo della Selva) che una contrada non riusciva a trionfare partendo dall’ultimo posto fra i canapi (quello denominato di “rincorsa” perché appena il decimo cavallo entra la corsa scatta, quindi spesso svantaggioso se non si sorprende gli avversari), ed erano invece nove gli anni di digiuno del fantino in forza alla Lupa: Gingillo, al secolo Giuseppe Zedde. Aveva trionfato due volte consecutive a cavallo tra l’agosto 2008 (Bruco) e luglio 2009 (Tartuca), poi la sua carriera al Palio aveva subito un’involuzione che sembrava non terminare mai, col punto più basso toccato nel luglio 2011 quando la caduta al Casato durante il primo giro coi colori del Bruco gli costò una vittoria quasi scritta (aveva già alcune lunghezze di vantaggio sulle avversarie). Non si è però perso d’animo Gingillo e stasera era entrato in Piazza sapendo di contare su uno dei migliori cavalli (Porto Alabe che era l’unico vincitore di una carriera, esattamente un anno fa con l’Onda). L’assegnazione del decimo posto pareva però averlo messo in difficoltà, ma grazie alle frizioni avvenute tra le avversarie (Nicchio e Montone su tutti) al momento della partenza, Gingillo è riuscito a prendere la corda che ha sfruttato sapientemente a San Martino quando ha infilato tutti e si è involato da solo a completare i tre giri di piazza. A dargli una mano c’è stata la caduta al secondo Casato di Trecciolino col Nicchio (forse al suo ultimo Palio), errore molto simile per l’appunto al suo del 2011, che ha rallentato molto le inseguitrici più acclamate, mentre la Giraffa che è stata seconda per quasi tutta la carriera non ha mai scalfito la leadership del binomio in bianco-nero e oro.

La Lupa così ha trionfato per la terza volta in tre anni, dopo che era rimasta a digiuno per 27. Una vittoria che sa tanto di abbuffata per la contrada, di rivincita per il fantino e di consacrazione per il cavallo Porto Alabe, al secondo successo nelle ultime tre corse dopo che nelle sue prime nove partecipazioni aveva sempre recitato il ruolo di comparsa. Fino al 2 luglio 2019 il Palio non aggiornerà più la sua storia: una malinconia per le altre sedici contrade, una goduria per la Lupa.

Fonte: l'autore Edoardo Gori

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