Nuoto in un’estate di sport e di trofei: la notorietà prima di tutto!

Peccato essere stato scambiato per qualcun altro, ma quella Estate rimase indimenticabile per me che mi ero buttato solo nell'acqua gelida

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(72 articoli pubblicati)
Alan secchiata

Agosto amore mio non ti conosco:  conosceremo il sudore, l'afa, le zanzare pungenti, lo scroscio di temporali liberatori quanto effimeri. Viviamo in un paese meraviglioso nel quale, d'Inverno, abbiamo riempito i social con foto del cruscotto della macchina con meno 40 sotto zero.  Ci siamo lamentati del freddo siberiano, dei venti artici, della pioggia continua e del grigiore, non vedevamo l'ora che arrivasse l'Estate.

E la nostra amica calorosa è arrivata: ma non si è trattato di una bella donna passionale, ma di una stagione che impone una scelta, anche sportivamente coraggiosa. L'Estate è tempo di avventure sportive da rimanere nella memoria, anche se all'orizzonte non ne vedo nessuna. L'eclissi di luna di ieri è stata accecante, ma quello che ci ha fatto perdere la vista è stato negli anni ben altro.

Correva l'anno 2000 circa quando vissi una stagione estiva meravigliosa e "indimenticabile", ma solo per me, dimenticabile per altri! Spazio 1999 era ormai andato come il Millennium Bug e  si entrava nell'odissea del 2001. Una vita da film mi aspettava quell'anno. All'improvviso tutti avevano iniziato a riconoscermi per strada per le mie imprese sportive, anche se sbagliavano regolarmente nome e cognome annientandolo con giochi gutturali inaccettabili.

Dopo una vita di stenti avevo partecipato ai casting per una pubblicità di una società che faceva uno strano sport: il nuoto nell'acqua gelida! Si diceva che questo sport innovativo era ideale soprattutto quando la canicola era a tremila nei caldi giorni milanesi di Luglio e Agosto.

Mi proposero di scrivere lo spot e lo intitolai: "Il gelo in una stanza!" Perché l'acqua era a meno 8 sotto zero, sicuramente tonificava tutto, anche un eventuale rigor mortis sarebbe stato rigido come non mai. Di sicuro causava spesso ipotermie, urlacci inaccettabili, scene da far west per evitare di entrare. Ovviamente fu un flop clamoroso ma le gare di quei tre giorni assurdi (era Maggio) andarono un una tv locale e nonostante non ci fossero i social, tutti le ricordarono.

Anche il mio sguardo perso nel vuoto e il mio  stato di morte apparente  furono per sempre dentro di me sotto forma di geloni alle mani. Erano bei tempi, per fare quello spot mi ero allenato in maniera incongrua e inaccettabile in palestra.  

"Avevo ridotto il cibo, aumentato i pesi da sollevare, trovato anche un buon parrucchiere e, per motivi che ancor oggi mi sfuggono, riuscivo a parcheggiare quasi sempre sotto casa. Lo sport mi aveva elevato a vip per qualche giorno e in ogni posto dove andavo venivo riconosciuto"!

Era ovviamente uno scambio di persona e per fortuna la persona a cui assomigliavo non aveva commesso, sembra ma al giorno d'oggi non si può mai sapere, nessun tipo di reato contro il patrimonio. Venivo riconosciuto anche ai posti di blocco delle Forze dell'Ordine e regolarmente fermato perché i miei documenti non corrispondevano alla persona famosa.

Ero stato scambiato credo, una volta per un campione del rugby, un'altra volta per un pallavolista che aveva perso due dita durante un match con Cuba e io dicevo  che me le avevano trapiantate, e  ancora ero scambiato per un colesterolo della pubblicità della Danacol (che mi scritturò alla bisogna).

In quel tempo l'Italia era meno ostile di adesso, ma ero anche felice della notorietà avuta a causa dello sport (altrui). Io ero pigro come pochi, e lo sport che preferivo era la pennichella pomeridiana in cui ero imbattibile! Mi chiesero diversi autografi degli strani personaggi che vendevano enciclopedie e ancor oggi pago le conseguenze di quella grafomania compulsiva che poco o nulla aveva a che fare con lo sport.

Spentesi le luci della ribalta, perché mi avevano sospeso la fornitura di elettricità in quanto  la fama non paga le bollette, di quell'Estate mi ricorderò sempre dei trofei gustati: la Coppa del Nonno. Però se mi chiedete di che avventura sportiva si trattasse non lo so... non c'ero e se c'ero dormivo! Ma questa è un'altra storia!

ecco
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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