NFL: la sesta sinfonia di Brady e Belichick

New England batte Los Angeles 13-3 in uno dei Super Bowl più bloccati di sempre. Brady sottotono, ma coglie il sesto titolo.

di Edoardo Gori
Edoardo Gori
(118 articoli pubblicati)
Il capitolo VI è stato scritto

Il cammino per l’immortalità negli annali del football Brady e Belichick l’avevano ormai intrapreso da tempo, ma, nonostante sia iniziato nel lontano 2002, ancora oggi non sembra prevedere una fine. Ieri per il quarterback e l’allenatore più vincenti di sempre si è conclusa la sesta tappa, forse la più faticosa della loro carriera, viste le grandi incertezze dell’attacco.

I Rams di Los Angeles si sono rivelati un duro avversario, ma solo sul fronte difensivo, mentre la controparte offensiva ha latitato sino alla fine. Se l’anno scorso il Super Bowl aveva regalato lo spettacolo più bello di sempre per i patiti degli attacchi (55 punti) questa volta è andato in scena uno dei match più difensivi di sempre, che verrà ricordato a lungo per due record tutt’altro che esaltanti per un reparto offensivo: il maggior numero di punti consecutivi (7) e il calcio di rinvio più lungo (65 yards), entrambi con la firma del punter di LA Johnny Hekker. Brady ha palesato da subito tali difficoltà al primo lancio della gara, facendosi intercettare da Cory Littleton. Ma il ben più giovane Jared Goff, la controparte dei Rams, è apparso ben più in difficoltà: Brady in alcune occasioni è riuscito quantomeno ad avanzare grazie soprattutto alla sicurezza del fidato ricevitore Edelman (giustamente MVP della gara), portando Gostkowski due volte a tentare il field goal (uno è andato a vuoto), mentre Goff nel primo tempo ha portato i propri compagni soltanto due volte oltre la linea del primo down, facendo appunto segnare il record dei punti. Il match è andato all’intervallo sul 3-0 per New England, col secondo punteggio più basso nella storia di un primo tempo del Super Bowl (dopo quello tra Kansas City e Minnesota del 1970 che si era chiuso 2-0).

Nella ripresa il copione è cambiato pochissimo, con l’unico sussulto giunto col pareggio dei Rams, nell’unico drive portato a termine sufficientemente da Goff e compagni. Alla fine a essere decisiva è stata l’esperienza e il rodaggio migliore: Brady all’inizio dell’ultimo quarto si è affidato molto alle corse di Michel e alle mani dell’altro grande ricevitore: il tight end Gronkowski. Infatti, è stato proprio quest’ultimo a portare a casa la ricezione decisiva a 2 yards dall’end zone, consentendo poi a Michel di concludere il lavoro con la corsa che ha portato l’unico touchdown di serata. I Rams, sotto 10-3 e con le spalle al muro, hanno inizialmente reagito ma poi i giovani nervi di Goff hanno ceduto: a poco più di 20 yards dalla meta il quarterback ha concesso un intercetto che Gilmore ha portato sapientemente a termine, concludendo di fatto il match. Nel drive successivo, l’ormai esausta difesa losangelina non è riuscita a fermare le corse dei Pats, che hanno chiuso i conti col field goal realizzato da Gostkowski. Per i Rams c’è stato poi soltanto il tempo di sbagliare il field goal della disperazione con Zuerlin a 8 secondi dalla fine: New England 13, Los Angeles 3.

A Brady e Belichick in fondo è bastato azzeccare il drive giusto nel momento giusto, d’altra parte i Rams sono apparsi ancora acerbi, ma se Goff spazzerà via i fantasmi hanno tutte le chance di tornare presto a giocarsi il titolo. Hanno vinto l’esperienza e la voglia di vincere che a Brady e soci non manca mai: New England ha vinto per la sesta volta in 17 anni, raggiungendo nell’albo d’oro i Pittsburgh Steelers. Per completare il cammino verso l’immortalità manca ufficialmente una tappa, l’ultima grande consacrazione che aspetta i vecchi Tom e Bill, due che faranno sempre rima con storia del football.

Fonte: l'autore Edoardo Gori

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