“Volevo portare le mie figlie all’altare”: così parlò Vialli

Nel salotto di Fabio Fazio, commuovente intervista dell'ex doriano e juventino, che ha raccontato la sua malattia e la voglia di combattere sempre

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(338 articoli pubblicati)
UC Sampdoria v Bologna FC - Serie A

Il Salotto di Fabio  Fazio spesso è megafono che amplifica le storie che vengono raccontate. E' un posto che è amatissimo dagli spettatori, ma anche da coloro i quali fanno da ospite raccontando le loro storie.  Gianluca Vialli, che ha presentato il suo nuovo libro, in questi giorni è stato oggetto di molta attenzione mediatica perché la vicenda della sua malattia ha toccato tutti. Tifosi e avversari hanno reso omaggio al coraggio dell'ex doriano, e a parte qualche imbecille (che non manca mai), tutti e in tutti gli stadi questo fine settimana hanno inneggiato al campione augurandogli una pronta guarigione. Parlare delle propria malattia non è facile. Il cancro non è più un tabù,  ma parlare di se  stessi e di come si affronta una battaglia simile non è facile. Quindi onore al Gianluca Nazionale, uomo mai banale e campione a tutto tondo  dotato (rarità assoluta) anche di una cultura di livello e di una intelligenza che gli ha permesso di fare la differenza.

Gianluca Vialli, ospite in studio a ‛Che tempo che fa’, ha parlato dunque della sua lotta contro la malattia: "Faccio fatica a dirlo ma l'esperienza del tumore, anche se sembra strano, mi ha aiutato a diventare una persona migliore. Tutti credono che io abbia affrontato la malattia con coraggio, ma la verità è che molto spesso me la sono fatta addosso. Vivere la malattia ti aiuta a vedere tutto sotto un'altra prospettiva, dai più valore alle cose, alla famiglia, devi prenderti cura di te stesso". 

Nel corso del programma condotto da Fabio Fazio su Rai Uno, Vialli ha presentato il suo libro ‛Goals. 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili’: "L'idea di scrivere questo libro è nata con la speranza di poter dare una mano  a chi come me si è trovato in situazioni difficili nella propria vita – continua Vialli –. Tutto è successo in maniera improvvisa. Ho affrontato questa malattia  con lo stesso spirito che avevo da calciatore, questo mi ha aiutato molto. Da subito mi sono posto degli obiettivi a lunga scadenza: non morire prima dei miei genitori e portare le mie figlie all'altare quando si sposeranno. Poi mi sono dato invece degli obiettivi a breve scadenza: l'operazione, la degenza, la chemio, la radio e infine andare di nuovo in vacanza in Sardegna con un fisico da far vedere".

Roberto Mancini, attuale ct della Nazionale azzurra, è stato compagno di squadra di Vialli nella Sampdoria campione d’Italia: "Vedo molto bene Roberto – spiega Vialli –. Sta rigenerando tutto l'ambiente, ho visto passi avanti nelle ultime partite dell’Italia, forse gli manca un attaccante". In conclusione, Vialli ha ringraziato i tifosi che gli hanno dedicato cori e striscioni negli stadi d’Italia: "È stato bellissimo e commovente, sono passati tanti anni da quando giocavo, ma si ricordano ancora di me".

Solo il tempo ci racconterà la conclusione, speriamo meravigliosamente bella, di questa vicenda.  La lotta è quotidiana, ma la tempra di Vialli saprà far fronte a tutte le difficoltà. 

Ma questa è un'altra storia.

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Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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