Un tuffo nel Po per il cimento invernale

Gli Orsi Polari non temono il gelo: a Torino in 120 sfidano il freddo e i 4 gradi del fiume

di Jacopo Bianchi
Jacopo Bianchi
(5 articoli pubblicati)
Il tuffo degli Orsi Polari nel Po

Centoventi gli Orsi Polari che domenica 26 gennaio si sono dati appuntamento alla Canottieri Caprera di Torino per il “Cimento Invernale” del 2020, il tradizionale tuffo nelle acque del Po che dal 1899 si svolge ogni inizio anno all'approssimarsi dei giorni della merla. 

La prima volta, ormai 121 anni or sono, venne organizzata dal colonnello Nino Vaudano, fondatore della Rari Nantes Torino e pioniere del nuoto tricolore, come dimostrazione di salvataggio. Da allora - e dai quei primi pochi temerari - il cimento e la passione degli Orsi Polari sono cresciuti insieme. Nemmeno le due Guerre mondiali hanno interrotto la sacralità dell'evento che, edizione dopo edizione, ha richiamato sempre più partecipanti da tutta Italia.

Il tuffo nel fiume è un rito propiziatorio per l'anno che inizia: poco importa che la temperatura dell'acqua sia di pochi gradi sopra lo zero. Non è mai stato il freddo a fermare gli appassionati.

Come del resto non è un ostacolo l'età. Ginevra e Futura, otto anni, sono le tuffatrici più giovani del 2020. Milena Gualtieri, 77 anni e Michele Lassandro, 86, gli Orsi Polari di più lungo corso. Senza dimenticare che a scandire dalla terrazza del circolo canottieri i turni dei tuffi è stato anche questa volta il decano della manifestazione, Sergio Marzorati: 96 anni e fino a un paio di edizioni fa in prima fila sul pontile. E lo ha fermato il medico, dice, certo non la voglia di provarci ancora.

Tutti, infatti, possono diventare Orsi Polari, a patto di essere in buona salute, di presentarsi il giorno del cimento con un certificato medico di sana e robusta e di avere un po' di coraggio, nei polmoni e nelle gambe.

A condire con un po' di goliardia la mattinata, un tuffatore in abiti da Gesù Cristo «ma – ha assicurato – con la modalità “cammino sulle acque” disattivata», un elegante nuotatore in bretelle, l'immancabile materassino a forma di banana e un orso polare con tanto di pelliccia (ovviamente finta).

Non sono mancati neanche quest'anno tifosi e curiosi che dal ponte Umberto I hanno seguito tutti i dieci turni di tuffi. Ad assicurare invece assistenza e supporto, oltre alla Croce Rossa, sono stati i mezzi fluviali di Polizia municipale e Vigili del Fuoco. A commentare le gesta degli Orsi la voce di Walter Gerbi, storico speaker delle gare di nuoto piemontesi. 

Dopo il tuffo, una doccia calda per tutti e un abbondante brindisi con l'immancabile vin brulé. 

Dai primi temerari tuffi di fine Ottocento il nuoto è cambiato diventando, anche in Italia, uno sport e una passione per più di quattro milioni di perone., ma a rimanere lo stesso è lo spirito degli Orsi Polari. Al punto che quest'anno il cimento invernale è stato inserito nel calendario delle manifestazioni per il 50° anniversario dell’istituzione della Regione Piemonte. E a tuffarsi c'era anche il presidente del Consiglio regionale.

Cimento invernale 2020
Fonte: l'autore Jacopo Bianchi

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