Nell’inedito derby peloritano di Coppa Italia vince l’Acr Messina

Il Città di Furnari merita gli applausi ma paga l'inconsistenza offensiva e una folle espulsione per simulazione

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(338 articoli pubblicati)
sanfilippo

La Coppa Italia di Serie D non è di certo un torneo nobile, e spesso interessa poco o nulla alle società se non, come oggi, all'inizio della competizione, oppure alla fine quando ci sono semifinali e finali. Il derby, purtroppo per il calcio peloritano, tra Città di  Messina (appena promosso) e l'Acr Messina (nobile decaduta) non è una novità a queste latitudini. Questo match in genere riappare quando la squadra principale, l'Acr, fallisce o marcisce in Serie D dopo anni di scempi sportivi e societari,e  quando il Città di Messina risorge e riappare dalle serie inferiori.

Nella città dello Stretto il  Città di  Messina, del presidente Lo Re, è risalito proprio quando c'è maggiore debolezza nel calcio di vertice. Inutili sono stati i tentativi di riunire le due anime in una società più forte. A Messina, soprattutto da parte dell'Acr, esiste la necessità di essere soli contro tutti e contro ogni logica. Riaperto dopo l'Igea, lo stadio è ancora privo di corrente elettrica per gli addetti ai lavori: una vergogna assoluta che nemmeno in terza categoria esiste!

Ci sono solo un migliaio di paganti, desolante dato causato sia dalla categoria che dal livello tecnico soprattutto dell'Acr il cui presidente Sciotto non è molto amato. Si rimprovera al presidente Sciotto di parlare troppo e di fare poco. Ma  va detto che è stato l'unico a offrirsi per rilevare la società quando la banda Bassotti guidata prima da Stracuzzi e poi dal play boy (a suo dire) di Troina,  Franco Proto, era fallita dalla Serie C: maledetta abitudine quella di pagare tasse e stipendi. Un vizio che si paga con i fallimenti.

Ma in Sicilia si sa, si campa di parole e di apparenza e adesso il signor Sciotto ha dichiarato, nell'ilarità generale , di volere costruire una corazzata per vincere il campionato. Tra dire e il fare c'è di mezzo il mare, mai come a Messina, e l'avvento del Bari nel girone sembra avere già fatto scemare l'entusiasmo (mai nato) verso questa nuova avventura. Ha vinto l'Acr grazie a una rete del neo acquisto Petrilli, subentrato nella ripresa ma le risultanze del campo  hanno evidenziato altre cose, non tutte positive. Partiamo da un presupposto: Acr e Città di Messina hanno obiettivi profondamente diversi. L'Acr dovrebbe, per lignaggio e tifoseria, puntare a prescindere a un campionato di verticeIl Cdm invece punta a una tranquilla salvezza. Delle due è stato il Città a fare bene (bravissimo il tecnico Furnari, da elogiare la sua organizzazione di gioco) anche se è stato punito da una inconsistenza offensiva notevole e dall'espulsione del cognato di Maurito  Icardi, Galesio, che ha scambiato con la sua simulazione  il terreno del Sanfilippo per una piscina ed è stato espulso.

Avuta la superiorità numerica l'Acr ha avuto la meglio ma c'è poco da esultare: il centrocampo è sembrato modestissimo e  la condizione atletica è solo un inutile alibi per i ragazzi di Infantino.  Da quel che si è visto il reparto nevralgico è quello che va rifondato in toto con gente di  spessore e di personalità, se no saranno dolori. La difesa e il portiere sono sembrati invece ottimi e di categoria, da questo si può ripartire. Ma quello che sembra ovvio è che devono arrivare altri tipi di giocatori se si vuole ance fare solo il solletico al Bari. Il campo sta cominciando a parlare, e bisogna ascoltarlo. Non bisogna essere sordi alle esigenze della tifoseria.

ACR Messina-Città di Messina 1-0

Marcatore: al 28′ st Petrilli (ACR).

ACR Messina:  Ragone, Porcaro, Cossentino, Russo, Biondi (42′ st Sarcone), Bossa, Traditi (40’ pt Petrilli), Cocimano, Rabbeni, Gambino, Pizzo (40’ pt Barbera).  All. Pietro Infantino.

Città di Messina:  Amella, Fofanà (31′ st Crucitti), Fragapane (29′ st Codagnone), Dama (31′ st Cannino), Trevizan, Bombara, Cardia, Ferraù (19′ st Silvestri), Galesio, Feuillasier (37′ st Graziano), Calcagno.  All. Giuseppe Furnari.

Arbitro: Adolfo Baratta di Rossano. 

Note Espulso al 23′ st Galesio (CdM) per doppia ammonizione. 

 Spettatori: circa 1.500.

sanfilippo2
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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