Il razzismo nei confronti delle donne: il caso di Juve-Milan a Gedda

Il calcio è di tutti e per tutti. Donne ribelliamoci a questa forma di ineguaglianza

di Francesca Landini
Francesca Landini
(151 articoli pubblicati)
Supercoppa

Negli ultimi giorni del vecchio anno, giustamente, il mondo del calcio nostrano ha mostrato sconcerto e vicinanza al giocatore del Napoli, Koulibaly, bersagliato da insulti razzisti da parte di una esigua parte del tifo interista presente al Giuseppe Meazza in occasione della nefasta serata di Inter-Napoli. I soliti ululati hanno schernito il giocatore in più di un’occasione durante il match. L’Inter ed i suoi supporter sono stati puniti e la questione è scemata in secondo piano rispetto agli scontri avvenuti fuori dallo stadio che hanno visto, come evento più tragico della serata, la morte di un tifoso nerazzurro. Il caso alimenta ancora scalpore ed i fatti sono ancora tutti da accertare e da chiarire. L’unica certezza è che un giovane padre di famiglia, nonostante la sua indubbia vena ultras, ha perso la vita investito da una o più auto.

I fatti di Inter-Napoli hanno evidenziato tutto il peggio che il calcio può offrire. Negli ultimi giorni, però, un nuovo episodio mi ha lasciato a dir poco basita e stupefatta. La finale di Supercoppa italiana tra Juventus e Milan che si disputerà a Gedda in Arabia Saudita, il prossimo 16 di gennaio, infatti, vedrà l’accesso limitato delle donne. O perlomeno esse non potranno entrare in determinati settori dello stadio ed in altri potranno farlo solo se accompagnate da uomini. Ma nel 2019 esistono ancora queste discriminazioni? Siamo forse tornati al medioevo? Questa notizia, a mio parere, è di una gravità assurda ed incomprensibile: il calcio è un momento di unione, di gioia, di fratellanza. Il calcio ha un ruolo sociale di fondamentale importanza e in nessun caso può trasmettere valori di disparità e di disuguaglianza. Personalmente non ho mai condiviso la scelta degli organi del calcio nostrano, di giocare la Supercoppa in terre straniere. Queste limitazioni e discriminazioni nei confronti delle donne non fanno altro che rinforzare la mia idea.

Il recente intervento della Lega Calcio sembra voler concedere pari opportunità alle donne e quindi mette in discussione la scelta dell’Arabia Saudita. Il calcio deve essere in grado di andare al di là di ogni forma di razzismo e di disuguaglianza. Il calcio deve essere aperto ed accessibile a tutti. Nel 2019 non solo non debbono più esistere gli ululati razzisti ma è auspicabile che le donne vengano considerate sullo stesso piano degli uomini. Le discriminazioni non devono più esistere in un mondo basato sull’uguaglianza. In questa finale io faccio il tifo per le donne, per tutte quelle ragazze e quelle signore che hanno tutto il diritto di coltivare la propria passione.

Fonte: l'autore Francesca Landini

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