Nazionale: nuovo ciclo, vecchio atteggiamento

Nonostante la dovuta rivoluzione post-Ventura, sembra non essere ancora scattata la scintilla tra gli azzurri e Roberto Mancini

di Giuseppe Garetti
Giuseppe Garetti
(6 articoli pubblicati)
Italian Football Federation Unveils New

Dopo il catastrofico doppio scontro con la Svezia che ha sancito la mancata qualificazione degli azzurri ai Mondiali in Russia, ci ritroviamo in una fase facilmente descrivibile come Anno Zero.  

Una rivoluzione era necessaria, e tra i tanti volti nuovi, spicca quello di Roberto  Mancini, nominato commissario tecnico, il quale avrà compito di ripartire dalle macerie del recente passato, per poter ridare nuovamente luce e splendore alla nostra nazionale, con la consapevolezza che fare peggio del suo predecessore è impossibile, ma anche che portare a termine la missione non sarà certo una passeggiata. 

Le prime uscite della nuova Nazionale non hanno entusiasmato più di tanto, tra amichevoli e Nations League sembra ancora mancare qualcosa ai ragazzi schierati in campo dal CT. Questo famoso “ Anno Zero” citato in precendenza, non è partito nel migliore dei modi. Da questa Nazionale è lecito aspettarsi di più. 

Su chi e su cosa il nuovo ciclo di Mancini deve affidarsi per ripartire? La riposta a questa domanda è tutt’altro che semplice.  L’intenzione di Mancini è (o forse era) quella di rilanciare Mario Balotelli, che più volte ha allenato tra Inter e Manchester City (avendo con lui diversi problemi in entrambi i club). 

Tutti meritano una seconda occasione, ma Balotelli ne ha già sprecate una decina, tra club e nazionale. Il talento non gli è mai stato messo in discussione, anche se mai esploso definitivamente,  soprattutto per colpa del suo atteggiamento dentro e fuori dal campo, ma sembra assurdo di come ancora oggi, la sorte, il fato, o molto più semplicemente Roberto Mancini, gli dia ancora possibilità di vestire la maglia azzurra. 

Un vero paradosso sono i 90’ in panchina del capocannoniere in carica Ciro Immobile al primo impegno ufficiale proprio per lasciare spazio a Mario Balotelli.

Dunque difficile dire su chi Mancini dovrà puntare per questo nuovo ciclo, la risposta “Non Mario Balotelli” non è del tutto esaustiva, ma di certo gli uomini a disposizione del CT non mancano. Mai come negli anni passati, infatti, i giovani di talento trovano così tanto spazio nei loro club di appartenenza. Un fattore da non sottovalutare.

Molto più facile dire su cosa, Roberto Mancini dovrà lavorare.

In primis sulla meritocrazia delle scelte, che come illustrato in precedenza, da troppo tempo manca ai CT della Nazionale. Ma anche e soprattutto nell’atteggiamento dei propri giocatori. Tutta la carica che mostrano nel cantare l’inno, sembra svanire una volta scesi in campo. Non c’è più lo spirito di sacrificio e l’orgoglio di rappresentare il proprio paese. Un bel problema se proprio queste caratteristiche sono state le chiavi di tutti i successi della nostra Nazionale. Forse è proprio da qui che il nuovo CT dovrebbe ripartire, impresa non semplice, ma di prioritaria importanza.

 

Fonte: l'autore Giuseppe Garetti

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