Marta Cantero la “farfalla del sincro” che vola sempre più in alto

La nuotatrice ligure ha fatto incetta di medaglie ai mondiali DSISO (Down Syndrome International Swimming Organisation) disputati in Canada nei giorni scorsi

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(63 articoli pubblicati)
cantero

Vincere aiuta a vincere e del dolce sapore del trionfo non ci si stanca mai. Questo lo sa bene Marta Cantero la nuotatrice di sincronizzato della Chiavari Nuoto che nelle scorse settimane si è classificata al primo posto dei campionati mondiali DSISO (Down Syndrome International Swiming Organisation) svoltisi in Canada. Più precisamente Marta si è classificata al primo posto nella specialità dell’Open Team Technical Final (gara a squadre) e al secondo per ben due volte in altrettante specialità: nell’Open Dual Techincal Final in coppia con Martina Sassani e nell’Open Solo Techical Final dopo che nel 2014 in Messico la ragazza ligure fu capace di vincere due ori in specialità differenti.

Naturalmente la soddisfazione è immensa sia per il tecnico Marco Peciarolo che per Floriana de Vivo, grande promotrice dell’inserimento di tale disciplina nel contesto mondiale; come grande gioia prova l'intera città di Chiavari che vede in Marta il simbolo del successo oltre ogni difficoltà. Perché la possibilità di dimostrare il proprio valore vive attraverso gesti straordinari resi semplici da chi li compie con naturalezza frutto del lavoro quotidiano e dello spirito di sacrificio oltre che frutto del talento personale.

La strada che porta al vertice non è certo semplice né in discesa ma Marta sembra aver intrapreso la via giusta già da diverso tempo perché il modo per essere campioni oltre lo sport è anche quello di mostrare e donare sempre un immenso sorriso capace di superare ogni barriera e rompere ogni diffidenza esterna. 

Perché ogni essere umano è fatto per compiere gesta di gloriosa leggerezza e la vita di ognuno di noi è fatta per essere vissuta danzando sia che questo avvenga fuori o dentro l'acqua di una piscina. 

Quello che possiamo cogliere da questa storia è che ciò che più conta è la possibilità d'imparare a guardare il mondo con occhi nuovi dato che "quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla."

Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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