Marco Bonfiglio: “In Grecia mi sento come a casa”

Conosciamo meglio Marco Bonfiglio, ultramaratoneta della periferia milanese, innamorato della Grecia, del gelato, della Juventus, e dei Simpson

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(77 articoli pubblicati)
Bonfiglio

Marco Bonfiglio, da Abbiategrasso, è l’orgoglio della Milano che corre. Ha corso, fino ad ora, più di 300 tra maratone, e ultramaratone.

Tra i suoi innumerevoli trionfi, ci sono la 100 km di Asolo 2018, valevole per il campionato italiano 100 km in salita, la Nove Colli running 2018, valevole per il campionato italiano di ultramaratona, e la Atene-Sparta-Atene nel 2015, gara di ben 490 km!

Oltre alla corsa, ha una passione sfrenata per il gelato, tifa per la Juventus, e nella sua casa ha una stanza, dove tiene le riproduzioni dei Simpson, che colleziona.

Lo disturbiamo dopo la prima delle 10 maratone in 10 giorni, al Lago d’Orta, una classica del podismo.

Ciao Marco, cominciamo dalla fine, è di due giorni fa la tua decisione di partecipare alla 100 miglia di Korinthzosz, in Ungheria

Si, ho deciso di partecipare a questa prima edizione, sono stato invitato dagli organizzatori, che tra l’altro sono degli amici. Sono sicuro che potrà essere un ottimo allenamento, in vista della Spartathlon, a cui prenderò parte in settembre.

Veniamo invece alla tua prima vittoria, la Boavista Ultramarathon, sull’isola di Capo Verde, nel 2010, che ricordi hai?

È stata la svolta della mia vita di ultramaratoneta, da lì ho capito che potevo unire la competitività alla passione. Perché non ho mai smesso di metterci passione, è sempre la mia motivazione principale, ma da quel successo ho capito, che oltre a divertirmi, potevo anche fare bene.

A quale gara hai legato i tuoi ricordi più belli?

Ce ne sono troppi, se devo scegliere dico Boavista Ultramarathon, che come ti dicevo, ha rappresentato per me una svolta inattesa, ma ce ne sarebbero tante altre: La Badwater, la Spartathlon, la Nove Colli running….e tante ancora.

A proposito di Spartathlon, so che sei molto legato alla Grecia, perchè?

La Grecia è il luogo dove preferisco correre, perché i greci mi fanno sentire come a casa, vengo sempre accolto benissimo. La gente mi ferma per strada, durante la notte, mentre gareggio, per chiedermi l’autografo. Vivono la corsa attivamente, non solo da spettatori, sono molto coinvolti e calorosi. E poi anche perché ho vinto molte gare lì, quindi c’è anche una ragione sentimentale.

Il Passatore, invece, non è tra le due gare preferite

Non vorrei alimentare nuovamente polemiche con gli organizzatori, purtroppo abbiamo già avuto dei botta e risposta. L’ho corsa tre volte, all’inizio della mia carriera podistica. Diciamo che non è una gara che fa per me, col mio modo di concepire la corsa. Secondo il regolamento Fidal, l’assistenza in auto o in bici, non è consentita, mentre al Passatore questo viene tollerato. Magari poi squalificano il tizio che corre vestito da Babbo Natale. Solo Giorgio Calcaterra, vincitore di moltissime edizioni, è strettamente tenuto a rispettare il regolamento.

Anche un campione come te ha momenti di crisi in gara?

Altroché, mi è capitato tante volte, soprattutto alla Atene- Sparta-Atene, gara di 490 km.

Ti ritrovi da solo, di notte, per strada… in una gara così lunga, arriva per forza il momento in cui ti chiedi, chi te lo sta facendo fare. Fortunatamente sono molto forte di testa, riesco a gestire i momenti di crisi, e i pensieri di resa, restano solo pensieri.

C’è una gara che non hai vinto, e che vorresti vincere?

Mah, in realtà no, io in gara do sempre il 100%, e quando arrivo al traguardo, avendo dato il massimo, io sono soddisfatto. Diciamo che mi piacerebbe rifare la Badwater Ultramarathon, penso di poter fare meglio a livello cronometrico, ma questo non è legato, per forza, al vincere la gara.

Come è nato il tuo motto “spintatotale”?

È nato per caso, durante una maratona che stavo correndo con un mio amico. Attraversavamo un momento di crisi, ci siamo guardat,i e ci siamo detti “andiamo in spintatotale". Da allora, è diventato il mio portafortuna, oltre ad essere il “booster”, il pulsante che ho nella mia mente,  e che schiaccio nei momenti di difficoltà, in corsa.

 

marco
Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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