L’importanza di chiamarsi Serena Williams

Dopo 314 giorni dal parto, l'americana è di nuovo in una finale Slam. Una super mamma, esempio per tutte le giovani generazioni

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(24 articoli pubblicati)
Day Three The Championships - Wimbledon

Si può essere sia una mamma che una donna in carriera di successo? Si! La risposta è Serena Williams. Più forte di Wonder Woman, più forte dell’età che avanza, più forte di tutti. Semplicemente la più grande tennista di tutti i tempi, forse ineguagliabile anche in futuro. La vittoria contro Julia Goerges nella semifinale di Wimbledon ha segnato un altro piccolo pezzo di storia del tennis femminile. Domani, sul Centre Court l’Americana sfiderà Angelique Kerber, nella rivincita della finale 2016. 

Dovesse vincere, Serena eguaglierebbe i ventiquattro Major di Margaret Smith, diventando la tennista più titolata della storia del tennis. Una scintillante statua d’ebano sulla quale ogni muscolo teso e ogni singola goccia di sudore sono la massima espressione di potenza, grinta, classe e forza di volontà. Quella infinita forza mentale che riesce a travalicare i limiti sportivi e innalzarsi al rango di leggenda. Forse anche oltre. I mesi del parto non sono stati semplici, come ha rivelato Serena stessa. Le complicanze della gravidanza, i problemi. Poi lo scorso settembre è nata sua figlia. 

Quest’anno il ritorno alle competizioni. Dopo alcuni tornei di assaggio, ecco Wimbledon, il suo giardino preferito. Partita senza troppe pressioni addosso, con una testa di serie che ha fatto arrabbiare alcune sue colleghe, Williams ha aumentato la fiducia nel suo tennis vittoria dopo vittoria. L’ostacolo più grande è forse stata la nostra Camila Giorgi, ai quarti. Ma dopo un primo set a rincorrere, l’americana ha fatto valere la potenza dei suoi colpi, il suo carisma e la sua notevole tenuta mentale. Troppo per la fragilità emotiva dell’azzurra, caduta per la troppa pressione e sotto le bastonate di Serena. 

Questa splendida trentasettenne (quasi, compirà gli anni a settembre – ndr) è pronta a riscrivere i libri dei record. Anche con un livello di tennis che non è neanche al novanta percento. Con una racchetta in una mano e la figlioletta in braccio nell’altra. Una mamma e una campionessa molto… Serena!

Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

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