Ligety Out, l’addio silenzioso di un gigante

Il grande sciatore statunitense chiude la sua carriera senza il palcoscenico che avrebbe meritato, quello dei Mondiali di Cortina

di Gabriele Granati
Gabriele Granati
(4 articoli pubblicati)
Ligety in azione alle Olimpiadi di Sochi

Lo Slalom Gigante dei Mondiali quasi certamente non lo avrebbe visto tra i protagonisti, ma sarebbe stata la giusta passerella per uno dei dominatori di questa disciplina. Purtroppo le condizioni della sua schiena lo hanno obbligato a dire basta in anticipo.

Ted Ligety, classe '84 originario di Salt Lake City, insieme a Bode Miller ha portato lo sci americano maschile sulle vette più alte del Circo Bianco negli ultimi venti anni.

Sicuramente meno personaggio dell'altro, ha saputo esprimersi ad alti livelli in più specialità, conquistando infatti podi in ogni disciplina, impresa riuscita ad un numero ristretto di sciatori nella storia. Ma senza dubbio è stato il più grande interprete del Gigante tra il 2008 e il 2015, l'unico che durante i primi anni di "Regno Hirscher" è riuscito non solo a contrastarlo ma spesso e volentieri a tenerlo a distanza, in Coppa del Mondo come nei grandi eventi. 

Il suo palmares nella disciplina parla chiaro: 24 vittorie e 41 podi in Coppa del Mondo, che gli hanno fruttato ben 5 Coppette di specialità, 3 ori e un bronzo ai Mondiali, l'oro olimpico a Sochi 2014 come coronamento di una carriera eccelsa. A dimostrazione della sua polivalenza, oltre ai vari podi risaltano la vittoria della combinata olimpica a Torino 2006 e il Mondiale di Schladming 2013, di cui è stato autentico mattatore con la vittoria del SuperG e della Supercombinata, oltre al "suo" Gigante. In Coppa del Mondo generale, ha raggiunto il miglior piazzamento nel 2013 con il terzo posto, dietro a Hirscher e Svindal. Le stagioni del dominio vero e proprio sono state il 2012/13 e il 2013/14, con ben 11 centri in Gigante oltre alla collezione di medaglie mondiali ed olimpiche.

Già al top nella disciplina da qualche anno, con il cambio dei materiali deciso dalla FIS (la Federazione internazionale di Sci) nel 2012 ha saputo non solo adattarsi, ma è riuscito a scavare un solco profondo con tutti i principali rivali; anche Hirscher, che in quegli anni iniziava il suo filotto di Coppe generali consecutive, per almeno due stagioni si è dovuto spesso accontentare in Gigante della seconda piazza, subendo a volte anche distacchi pesanti per un fuoriclasse del suo calibro.

Dal punto di visto tecnico, è riuscito come nessun altro ad esprimere uno stile basato sulla capacità di "carvare" (letteralmente, tagliare la neve in curva) ed essere sempre in conduzione, effettuando quindi il cambio di traiettoria in tempi brevi e portando fuori velocità in uscita da ogni curva.

Dopo il terzo titolo mondiale consecutivo in Gigante (record) del 2015, e l'ultimo successo a Solden nell'ottobre dello stesso anno, la rottura del crociato del ginocchio destro nel gennaio 2016 ha determinato l'uscita di scena (almeno ad altissimi livelli) del campione americano. E ci ha privato, almeno per qualche altra stagione, di grandi sfide nella specialità con Hirscher e con i nuovi campioni, primo fra tutti Pinturault.

Gli ultimi 5 anni è stato quindi un altro Ligety, lontano parente del dominatore che abbiamo potuto ammirare per circa un decennio. 

Uno dei più grandi Gigantisti di sempre, che sarebbe stato bello salutare nel suo regno, tra le porte del Gigante mondiale.

Ligety con la Coppa di Gigante
Fonte: l'autore Gabriele Granati

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