Lezioni sovietiche: come predire la vincente del Mondiale 2018

Tutto ciò che abbiamo appreso sul mondiale non può che portarci a tre logiche conclusioni

di Fabio Fedele
Fabio Fedele
(2 articoli pubblicati)
Final Draw for the 2018 FIFA World Cup R

La fantasia è un posto dove ci piove dentro, sosteneva l’unico Italo nazionale. Eppure non facciamo mai nulla per chiudere la finestra, anzi. Banalizzazione in chiave russa delle più celebri Lezioni Americane, che in una calda serata di pausa dal Mondiale mi portano a fantasticare su cosa succederà (in primis se pioverà stasera) da qui al 15 luglio.   

La Lezione l’abbiamo già appresa: non dare mai nulla per scontato. E di per sé basterebbe a farci godere un mondiale (rigorosamente con la minuscola) senza Italia. Il corollario che ci è sembrato di intravedere è altrettanto interessante: se qualcosa deve accadere per soddisfare la cabala, lo farà. La Germania, detentrice del titolo, ne è un’evidente dimostrazione: eliminata ai gironi come accaduto a Spagna e Italia nelle ultime rassegne in cui si sono presentate da campioni in carica. Una maledizione che scatena le fantasie più estreme: cosa è successo l’ultima volta che l’Italia non si è qualificata alla fase finale?

Strano a dirsi, anche quella volta ai quarti c’erano Brasile, Francia, Svezia e Russia. I padroni di casa erano, però, gli scandinavi e correva l’anno 1958, il primo in cui una squadra vinse il mondiale al di fuori del proprio continente. Il Brasile di Pelé in finale contro la Svezia. Riuscirà la squadra di Tite a fare il bis? Carioca e gialloblu si sfideranno nuovamente anche in semifinale a Usa 94 e, come sappiamo, si concluderà con la vittoria dei sudamericani e il rigore in aria di Baggio a riportarci mestamente sulla terra.  

Stando ai tabelloni (dai quarti in poi) delle ultime 6 edizioni, il Brasile si aggiudica la Coppa del Mondo in altre due circostanze, oltre a quella che contempla il talismano Svezia: quando è l’unica sudamericana presente ai quarti (il voto dell’Uruguay potrà confermare o ribaltare il pronostico) oppure quando non incrocia la squadra di casa/è Paese ospitante. Nel 2002, infatti, la superfavorita Corea fu eliminata dalla Germania in semifinale, spalancando le porte alla doppietta finale del fenomeno Ronaldo contro l’eterno secondo Ballack (#prayforGermany), mentre nel 2014 l’1-7 teutonico in semifinale aprì la crisi nazionale conosciuta come Mineirazo. Unica eccezione l’eliminazione per mano della Francia nel 2006, ma in quella squadra c’era un certo Zidane che in tempi più recenti smentirà chi definiva impossibile vincere la Champions League per due anni di fila.
L’equazione è presto fatta: se la Svezia va avanti, vince il Brasile. Se la Francia batte il Brasile in semifinale, Mbappè avrà una grande carriera da allenatore. Se la Russia arriva all’atto conclusivo, Putin potrà fregiarsi di un altro titolo.  E intanto fuori piove, scommettiamo?      

Fonte: l'autore Fabio Fedele

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