“L’allenatore”: un maestro di vita e di calcio

"In questo mondo privo di valori dove chi conta sono i vincitori e dei perdenti cancelliamo i nomi"

di Paolo Capano
Paolo Capano
(47 articoli pubblicati)
FUSSBALL: WM 2002 in JAPAN und KOREA, ITA - ECU 2:0;

Gianni Morandi in "A chi si ama veramente" (2004) canta "L'allenatore". Un uomo da una vita appresso ad un pallone, questa è la sua passione. Una posizione in bilico sulla graticola: la panchina sempre in discussione. Il primo a pagare per i risultati deludenti della squadra. Quando serve lo scossone, il cambio tecnico è la soluzione più facile per la società. Paga il mister a fronte di chi va in campo. Per il bene del gruppo talvolta si accolla tutte le responsabilità, spesso addossandosi colpe non solo sue. 

"Noi prima siamo uomini e dopo giocatori". Fa da amministratore di sostegno a quei calciatori un po' giù di morale. Supporta fino alla fine i suoi ragazzi, lancia nuove leve. Se stampa e tifoseria criticano le prestazioni del suo centravanti, va in conferenza stampa e lo difende. Di fatto, dà fiducia all'uomo prima che al giocatore.  

Puoi chiamarti Trapattoni, Ancelotti. Vincere campionati e coppe. Ma la gogna mediatica è sempre dietro l'angolo. Allenatori che devono sorbirsi pure cori beceri. Quante volte dagli spalti li apostrofano con appellativi deprecabili. "Quanti ostacoli, quanto veleno prima di alzare le sue braccia al cielo".  Se ne infischia di un freddo gelido quasi polare. Se ne infischia di oltrepassare l'area tecnica e dei richiami del quarto uomo perché fornire indicazioni ai suoi è più importante.

"Per vincere non è che basta solo lottare, bisogna dare tutto. E potrebbe non bastare. A questo aggiungi pure che la palla è rotonda": il calcio è un insieme di leggi e schemi, verticalizzazioni, ma anche di traverse e pali, sviste arbitrali, calci di rigore, trasferte amare. Infatti, la Τύχη nel gioco del calcio non tiene merito della riconoscenza. E l'allenatore ne è ben conscio: consapevole di poter essere sollevato dall'incarico, esonerato. "Ma non ti sembra di vederlo solo..."

Fonte: l'autore Paolo Capano

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