La WWE verso la Royal Rumble, viaggio all’interno del Wrestling

Intrattenimento, atleti pazzeschi, infortuni, intrighi, risate, ecco perché il Wrestling colpisce milioni di fan in tutto il mondo

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(121 articoli pubblicati)
Hulk Hogan

Definire il Wrestling non è semplicissimo, ma neanche troppo complicato. Spiegarlo ad un bambino oggi potrebbe si potrebbe parlare come una serie tv, dove i buoni e i cattivi lottano, arrivando magari al dunque in un evento a pagamento, cioè la parola fine alle dispute, o feud, che si creano nel corso delle puntate.

Wrestling in Italia significa inizialmente Dan Peterson e Tele+2. La generazione degli anni 80 ascolta ammaliata i racconti del coach di basket che, sopratutto in occasione della Royal Rumble, si esalta come pochi.

La Royal Rumble è un match che vede l'ingresso di 30 atleti (ma anche 40 nel 2011) e che ad ogni conto alla rovescia racconta un emozione. Non ci si può infatti dimenticare dell'Immortale Hulk Hogan nelle prime edizioni, di Ric Flair e le sue cadute sul ring, di Bret Hart che arriva come un cavaliere dagli occhiali da sole rosa e neri, passando poi per Hbk Shawn Michaels, le birre e il carisma di Stone Cold, la carica esplosiva di The Rock, Triple H e il suo Re dei Re, la Bestia Brock Lesnar, il malinconico Benoit (merita di esser citato nonostante la sua tragica storia), Batista e il feud più bello successivo alla Rumble, contro Triple H nel 2005, Rey Mysterio e quella dedica verso il mai dimenticato Eddie Guerrero, per finire all'epoca recentissima con i vari John Cena (oddio, Cena è più di qualcosa recente), Orton, Nakamura e Rollins, gli ultimi tre vincitori.

Spesso ci si chiede come mai il wrestling abbia tanto appeal. Noi abbiamo immaginato che la WWE potesse corrispondere alle fiction (sia maschili che femminili, occhio alle fior di atlete che militano nel Wrestling) e tutti noi un giorno, abbiamo sognato di essere Hogan e rispondere colpo su colpo con segno "No" all'avversario, o temere per l'ingresso di The Undertaker, personaggio unico nel suo genere, farci due risate con gli scherzi del compianto Eddie Guerrero, con il povero Big Show a subire dal Latino Heat, arrivando poi alla pazzia di Kane, re delle eliminazioni nel torneo o imitando le birre prese al volo di Stone Cold.

Essere un wrestler di successo deve rappresentare un mix di carisma, aspetto fisico importante, abilità sul ring ma anche al microfono per coinvolgere i fan, capacità di attirare il tifo sia pro che contro, come negli anni 80 potevano essere Hogan, Ultimate Warrior e Macho Man, tutti eroi di bimbi che alle elementari fantasticavano su atleti considerati supereroi.

Dopo loro ecco l'era attitude, con Triple H, Steve Austin, The Rock, tutti personaggi che a loro modo incollavano i giovani fan, per arrivare ai giorni nostri, dove magari i personaggi "attirano" meno o siamo noi invecchiati ma ancora sognatori.

Chi non sogna ancora un ingresso di una leggenda alla Rumble?

La risposta arriverà il 26 gennaio a Houston.

Eddie Guerrero
Fonte: l'autore Francesco Fiori

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