La nazionale volley femminile alla vigilia del Mondiale

Il punto della situazione a una settimana dall'inizio del torneo

di Marco Chiavacci
Marco Chiavacci
(35 articoli pubblicati)
La Nazionale italiana alla finale del re

Le ragazze di Mazzanti sono partite oggi per l’Oriente in vista del campionato mondiale, che inizia il 29 settembre, e probabilmente stanno ora smaltendo il jet-lag prima di riprendere gli allenamenti. È dunque il momento giusto per fare il punto della situazione.

La squadra c’è ed è di livello più che buono, soprattutto nelle titolari: il suo posizionamento “strutturale” è tra le prime 7/8 al mondo (insieme a Stati Uniti, Serbia, Cina, Turchia, Russia, Brasile e Olanda); squadra molto giovane (23 anni di media), cosa che fa ben sperare per il futuro, ma con già una buona esperienza internazionale.

Al netto di infortuni (Caterina Bosetti, Folie) e rinunce (Gennari), le giocatrici scelte da Mazzanti sono le migliori a disposizione sulla piazza.
I risultati dei tornei 2018 sono stati nel complesso positivi: salvo la parentesi della Gloria Cup, negli altri tornei (VNL, Rabobank) la squadra, specialmente quando sono state schierate le titolari, si è espressa su livelli più che buoni, dimostrando di poter giocare le sue carte con tutte le altre nazionali e facendo emergere alcuni nomi di sicuro interesse (Pietrini su tutte). Ciliegina sulla torta, la vittoria al prestigioso Montreux Volley Masters di inizio settembre.

Sul piano tecnico, il punto-chiave è nei fondamentali “di avvìo” (chi ben comincia…): se riusciamo a garantire solidità e continuità in battuta e soprattutto in ricezione siamo a buon punto; il muro funziona assai bene con le nostre centrali, in attacco il mix di potenza (Egonu, Sylla, ma anche Pietrini) e sapienza (Lucia Bosetti) può funzionare; se la ricezione tiene, Malinov è in grado di distribuire da par suo, e anche le famose 4 soluzioni di attacco degli schemi di Mazzanti possono diventare più spesso realtà.

Un altro punto di attenzione è nei cali di concentrazione e lucidità cui può essere soggetta la squadra, che in alcuni casi si è mostrata incapace di reagire di fronte a situazioni di difficoltà, uscendo troppo facilmente con la testa dal match. Forse certe “montagne russe” emotive sono un po’ nell’ordine delle cose in ogni sport; può darsi che influisca la giovane età delle nostre ragazze; certamente è un rischio sempre in agguato. Prezioso a tale riguardo il ruolo delle “senatrici”(De Gennaro, Lucia Bosetti, Ortolani), anche dalla panchina.

Conclusioni: certo, la partenza per il Giappone ha il conforto di un buon filotto di ultime prestazioni positive, e questo è un buon viatico. In ogni caso calma e gesso: il Mondiale alle porte è tutto un altro film. Sappiamo senz’altro che le nostre possono ben figurare, ma anche che la palla è rotonda pure nel volley, e che ogni partita tra le “top eight” è una storia a sé.

I presupposti per un Mondiale dignitoso ci sono tutti; l’obiettivo di raggiungere la terza fase (e quindi di essere tra le prime sei), che non va dato affatto per scontato, è comunque alla portata delle nostre ragazze, se riescono ad esprimersi ai loro livelli e giocarsi bene le carte in loro possesso, che non sono affatto poche!

Fonte: l'autore Marco Chiavacci

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