Ivanisevic, la più bella favola di Wimbledon

Dopo una serie di incredibili delusioni è riuscito nel sogno di vincere la manifestazione più importante, celebriamo Goran a pochi giorni dal torneo londinese

di Ciro Balestrieri
Ciro Balestrieri
(59 articoli pubblicati)
Ivanisevic

Game, Set, Match, Ivanisevic! Questo è quello che si è sentito dire da parte dell’arbitro il tennista croato alla fine di un’estenuante finale giocatasi di lunedì e conclusasi al quinto lunghissimo set per 9-7. Dopo mille peripezie l’idolo di Spalato ha conquistato uno dei tornei sportivi più importanti al mondo, Wimbledon. Per capire la grandiosità di questo trionfo bisogna andare molto indietro nel tempo. Goran Ivanisevic ha disputato la sua prima finale del grande slam sull’erba nel 1992 a soli 20 anni contro l’americano Andrè Agassi. Non gli andò molto bene perché Agassi riuscì a vincere al quinto set per 6-4 meritando anche meno del croato. Infatti Ivanisevic con il suo straordinario servizio aveva battuto in semifinale niente di meno che Pete Sampras, che avrebbe conquistato il torneo londinese per 7 volte. Fu colpa di Ivanisevic se perse la finale perché non seppe mantenere i nervi saldi e commise qualche errore di troppo.

Due anni dopo si ritrovò di nuovo in finale e questa volta proprio con Sampras. Stavolta c’era poco da fare per il croato perché il fenomeno americano riuscì a non perdere mai il servizio nei primi due set sfruttando in maniera magistrale i tie-break per concludere con uno schiacciante 6-0 il terzo set. Ivanisevic si dovette consolare con la posizione N.2 del ranking ATP, che con la prima occupata da un campione come Sampras valeva come un n.1. Quando gli dicevano che non aveva sfruttato appieno il suo talento lui rispondeva così: “Dicono che non ho sfruttato al meglio il mio talento. Ma sono più orgoglioso di essere stato N.2 del mondo dietro a Sampras che N.1 davanti a una massa di pallettari.”

 Dovettero passare altri quattro anni per avere un'altra chance, ed in finale si ritrovò il suo acerrimo rivale Sampras. Questa si svolse in maniera differente dall’ultimo match sul verde disputatosi trai due. Goran andò in vantaggio nel primo set sfruttando bene il suo servizio nel tie-break ma si fece rimontare due set per poi vincere il quarto. Purtroppo l’esperienza del fuoriclasse si fece sentire anche quel giorno e permise a Pete di portarsi a casa di nuovo il trofeo.

Per Ivanisevic, alla terza sconfitta in finale cominciarono una serie di infortuni che lo tennero fuori per parecchio tempo, difatti impedendogli di giocare ad altissimi livelli. Ormai finito alla 129esima posizione del ranking nel 2001 gli venne offerta una wild card proprio per il “suo” torneo, Wimbledon. Non aveva molte speranze il croato, ma ormai 30enne anche solo correre sul campo inglese era un onore, perciò accettò l’invito.

E non ci fu scelta migliore di quella. Con la sua vittoria data 150 a 1 dai bookmaker disputò un torneo eccezionale, migliorando di partita in partita eliminando avversari del calibro di Andy Roddick ed il beniamino di casa Tim Henman. Arrivato incredibilmente alla finale, causa pioggia non poté giocare di domenica e venne spostata al giorno dopo. Secondo Ivanisevic fu proprio quella la sua fortuna e contro l’australiano Patrick Rafter arrivò di nuovo al quinto ed ultimo set. In finale non è previsto il tie-break perciò dal 6-6 si va ad oltranza, e dopo una faticosissima battaglia riuscì finalmente ad alzare la coppa più bella del tennis, quella d’oro di Wimbledon grazie ad un 9-7 finale.

Tutta la Croazia aspettava questo trionfo fin dal ’92 visti tutti i problemi causati dalla guerra nei Balcani in quel periodo, e dopo quasi 10 anni era finalmente arrivato. Come disse lui “È grandioso toccare il trofeo. Se non dovessi vincere più una partita non mi importa. Qualsiasi cosa farò nella mia vita, ovunque andrò, sarò sempre un campione di Wimbledon”.

Più di molti altri, Ivanisevic è stato un icona non sono del Tennis, ma dello Sport in generale. Dopo molte dolorose sconfitte ed aver toccato il fondo, il croato ha saputo risollevarsi ed è stato capace di vincere il torneo tanto inseguito nella propria vita, un esempio per tutti, soprattutto nella vita, ed anche a questo serve lo sport.

Ivanisevic Sampras Agassi
Fonte: l'autore Ciro Balestrieri

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