Italia sei vera? Il volley azzurro sogna

Contro il Belgio una prestazione monstre, ma il basso profilo è d'obbligo

di Marco Michelli
Marco Michelli
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Mantenere un profilo basso. E' questo il mantra che recitano tutti i giocatori azzurri dopo la sontuosa vittoria contro il Belgio nella seconda partita del girone mondiale. 

Volare rasoterra è infatti necessario perché, se si analizza la prestazione offerta a Firenze, l'Italia è sembrata una corazzata capace perfino di mettere paura a Russia e Brasile (a proposito, i verdeoro hanno sudato sette camicie per battere la Francia al quinto, con i transalpini capaci di rimontare due set): il tabellino racconta 10 battute vincenti, 25 muri fatti di cui 4 decisivi contro gli zero avversari, con uno Zaytsev capace di mettere a terra oltre l'80% dei palloni. Insomma, numeri di tutto rispetto che hanno visto come assoluto protagonista in cabina di regia Simone Giannelli, che si è regalato una magnifica centesima presenza in azzurro con alzate intelligenti e ben distribuite che hanno messo in crisi in muro fiammingo. 

Questi sono punti che certamente ci portiamo nella seconda fase, dicono gli esperti, per evidenziare l'importanza della posta in palio e il valore di un 3-0 contro un avversario che solo un anno fa ci estrometteva a sopresa dagli Europei. A vincere è certamente la forza di un gruppo che sembra sempre più coeso e integrato e l'emblema più evidente può essere rappresentato dall'intervento fuori programma di Osmany Juantorena che interrompe l'intervista in diretta tv di Giannelli per fargli i complimenti per la centesima partita e augurargliene altre mille, tra risate e abbracci...

Ecco allora che sognare, soprattutto per i tanti tifosi che, dopo il pienone di Roma hanno fatto festa a Firenze, potrebbe essere lecito ma bisogna rimanere concentrati e riflettere sulle limature... Quali limature? Il primo luogo Blegini non ha ancora usato la panchina, che resta ancora senza minuti di campo: se i vari Maruotti, Rossini, Candellaro sapranno entrare in caso di necessità ben determinati a fare la differenza ancora non possiamo dirlo e, da questo punto di vista, i tanti errori di Nelli entrato in battuta non aiutano un giudizio positivo. E poi la ricezione da migliorare, perché se Giannelli ha fatto molto bene certamente ci ha messo del suo, visto che molte palle è andato a toccarle anche (troppo) lontano da rete. Piccole cose al momento, ma che potrebbero fare la differenza un domani.

Da ultimo non va dimenticato che un calendario, come dire "un po' di parte" ha obbligato Deroo e compagni a giocare due partite in due giorni quando noi avevamo riposato quasi una settimana e certamente questo può aver inciso sulla loro prestazione. 

L'Argentina sarà l'ennesimo gradino per saperne di più: la celeste di Facundo Conte non sarà certo una squadra di fuoriclasse, ma ha un gioco veloce che ci obbligherà a cambiare il nostro modo di proporci e, sulla strada per Torino, questo non può che essere importante per comprendere il nostro reale valore. Sperando che quella vista a Firenze sia l'Italia che giocherà ogni partita di questo Mondiale. 

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Fonte: l'autore Marco Michelli

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