Italia: quando la vittoria si colora di azzurro! [prima parte]

L'azzurro ha colorato alcune delle imprese che hanno più emozionato gli sportivi italiani.

di Marco Fiammetta
Marco Fiammetta
(73 articoli pubblicati)
Pallavolo Olimpiadi e Fed Cup

Il nostro viaggio fra i colori della vittoria si avvia alla conclusione raccontando alcune delle imprese a cui gli sportivi italiani sono più legati e che sono accomunate da un unico colore: l’azzurro. Dopo avere descritto i più rappresentativi successi del Setterosa, ricordiamo alcuni dei trionfi della nazionale di pallanuoto maschile, che nel luglio scorso ha conquistato il suo quarto mondiale (dopo quelli vinti nel 1978, 1994 e 2011: rispetto ai tre titoli dell’Ungheria).

Nel 1948, in occasione delle olimpiadi di Londra, alcuni giocatori della Rari Nantes Napoli, intervistati dal celebre giornalista sportivo Nicolò Carosio, si presentarono come “quelli del Settebello” riferendosi al soprannome della propria squadra di club. Gli atleti della società campana, infatti, durante le lunghe trasferte, trascorrevano il tempo giocando a scopa. Il soprannome portò fortuna accompagnando l’Italia fino al titolo olimpico, conquistato precedendo l’Ungheria: quello rimase il soprannome della nazionale. Nel 1960, ai giochi di Roma, il Settebello conquistò il secondo oro olimpico, concludendo il torneo davanti all’Unione Sovietica, ma dovette aspettare la fine degli anni settanta per aggiudicarsi il suo primo titolo mondiale. 

Nell’edizione del 1978, disputata a Berlino Ovest, gli azzurri superarono le prime due fasi a gironi insieme all’Unione Sovietica. Successivamente, dopo avere sconfitto la Jugoslavia (6-5) e la stessa Unione Sovietica (5-4), affrontarono gli ungheresi nell’ultima giornata del girone finale. Per effetto del pareggio fra magiari e sovietici della prima giornata, ai ragazzi di Gianni Lonzi bastava non perdere. Sotto la pioggia, la doppietta di De Magistris e le reti di Simeoni e Marsili firmarono il 4-4 finale che permise all’Italia di salire sulla vetta del mondo.

Il Settebello, dopo avere conquistato il terzo oro olimpico (nel 1992, a Barcellona, vincendo la finale con la Spagna dopo tre tempi supplementari) e la Coppa del Mondo (l’anno dopo ad Atene, battendo in finale l’Ungheria), si presentò fra i favoriti ai mondiali del 1994 ospitati al Foro Italico di Roma. Chiuse a punteggio pieno sia il girone della prima fase (davanti agli ungheresi), sia quello successivo (precedendo la Russia). In semifinale sconfisse agevolmente la Croazia (8-5) qualificandosi per la finale. Contro la Spagna non ci fu storia: anche grazie ad un imperioso secondo parziale nel quale andarono a segno quattro volte (a zero), i ragazzi di Ratko Rudic chiusero l’incontro sul 10-5.

Nel 2011, a Shanghai, l’Italia vinse il girone preliminare battendo Sudafrica (17-1), Stati Uniti (8-5) e Germania (7-6) ottenendo così l’accesso diretto ai quarti. Le successive vittorie contro Spagna (10-6) e Croazia, campione d’Europa, (per 9-8) le permisero di accedere alla finale contro la Serbia, campione uscente. La sfida decisiva andò avanti a strappi: i ragazzi di Sandro Campagna, in vantaggio alla fine del primo quarto (1-0), furono superati a metà gara (1-2), passarono di nuovo avanti nel quarto successivo (5-3), venendo raggiunti all’ultimo parziale (sul 6-6). Si resero necessari i supplementari nei quali Aicardi e Felugo realizzarono le reti del definitivo 8-7 ed il Settebello tornò sul tetto del mondo.

Anche nel luglio scorso, a Gwangju, gli azzurri vinsero i tre incontri del girone preliminare contro Brasile (14-5), Giappone (9-7) e Germania (8-7) ottenendo la qualificazione ai quarti. Dopo avere eliminato Grecia (7-6) ed Ungheria (12-10) il Settebello, come nel 1994, si trovò di fronte la Spagna. L’esito, incredibilmente fu identico: 10-5 per l’Italia che conquistò così il quarto titolo mondiale. Il secondo per Aicardi, Figari e Figlioli presenti anche otto anni prima.

Fra i tanti campioni che hanno indossato la calottina azzurra segnaliamo anche Sandro Campagna protagonista, fra le altre vittorie, di tre titoli mondiali: quello di Roma, in piscina, e quelli di Shanghai e Gwangju, da bordo vasca in qualità di allenatore.

[continua]

Fonte: l'autore Marco Fiammetta

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.