Italia in attesa di una vittoria…

Resoconto del pareggio tra Italia e Ucraina, la nazionale non vince da quattro partite

di Gianmarco Puglisi
Gianmarco Puglisi
(19 articoli pubblicati)
Italia Ucraina 1-1

Italia Ucraina 1-1. Risultato bugiardo che condanna l’Italia. Non accadeva dal 1925 che la nazionale non vincesse per cinque partite interne di fila. Millenovecentoventicinque. Normale che arrivino i fischi dopo il 90° minuto. Gli Italiani si sono abituati a vincere e non sopportano essere perdenti per così tanto tempo. Ma a differenza di altre partite se gli azzurri avessero avuto un po’ più di fortuna l’atmosfera sarebbe stata diversa. Ne è cosciente anche Mancini, che in conferenza stampa si è detto soddisfatto della prestazione ma avrebbe voluto rendere felice il pubblico. 

I numeri parlano chiaro: 7 tiri nello specchio contro tre, 60% di possesso palla e 13 corner a favore. “Dobbiamo imparare a essere più cinici là davanti. I tre in attacco hanno giocato molto bene considerando che si trattava solo del primo esperimento, abbiamo creato molto”. Il riferimento coinvolge Chiesa, Insigne e Bernardeschi, che se la sono dovuti cavare senza una prima punta. I risultati sono stati ottimi, movimenti studiati, scambi di posizione e una veloce serie di passaggi non hanno dato nessun punto di riferimento alla difesa ucraina. La partita è sfuggita di mano quando gli azzurri hanno iniziato a stancarsi. Il gioco imposto da Mancini è duro, si basa su un forte ritmo, pressing e recupero palla alto e non sarebbe stato possibile mantenere la stessa lucidità per 90 minuti. Prova sufficiente anche da parte dei due mediani Jorginho e Verratti che a volte si sono pestati un po’ i piedi ma per il resto si sono cercati bene e hanno offerto golose occasioni agli attaccanti. Barella è potuto correre davanti a loro quasi creando quasi un 4-2-3-1, sfiorando anche un goal nel primo tempo. 

In un calcio in cui non contano più tanto i dogmi e i moduli fissi ma sono più i principi ad avere importanza bisogna imparare a giocare in vari modi e variare gli interpreti. Ma questa nazionale ha troppa necessità di certezze in questo momento più che mai. E allora perché non riprovare questi automatismi anche con la Polonia, in una partita che conta. Siamo in attesa di una prima vittoria, e non si può che passare dalle idee e dal bel gioco.

Fonte: l'autore Gianmarco Puglisi

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