Innsbruck 2018: Italia a caccia di un titolo lontano 10 anni

Dal titolo iridato di Alessandro Ballan sono già passati 10 anni

di Anis Chebbi
Anis Chebbi
(31 articoli pubblicati)
ballan

Era il 2008 quando a Varese andò in scena la doppietta azzurra con la vittoria di Alessandro Ballan seguito dall'argento di Damiano Cunego. Questo successo arrivò dopo i due titoli mondiali consecutivi dell'inarrivabile Paolo Bettini, in grado di salire sul gradino più alto del podio a Stoccarda nel 2007 e a Salisburgo nel 2006.

Dopo il dominio azzurro in quel triennio non siamo più stati in grado di portare a casa non solo il titolo ma neanche una medaglia. Questa per un paese dalla forte tradizione come il nostro è una stonatura visto anche il medagliere che ci vede al secondo posto dietro al Belgio come numero di ori (19 i nostri, 26 i loro) ma primi assoluti come numero di medaglie conquistate (ben 55).

Il ct Davide Cassani per tentare l'impresa si è affidato a questi 8 corridori:

Vincenzo Nibali (Bahrain Merida); Gianni Moscon (Team Sky); Alessandro De Marchi (BMC); Damiano Caruso (BMC); Domenico Pozzovivo (Bahrain Merida); Franco Pellizotti (Bahrain Merida); Dario Cataldo (Astana Pro Team); Gianluca Brambilla (Trek Segafredo).

Una squadra che vede in Vincenzo Nibali il capitano affiancato da Gianni Moscon. A supporto di questa coppia il solito e fidato Pozzovivo ed altri faticatori pronti a lottare per la squadra.

Purtroppo la caduta al Tour de France ha condizionato non poco la preparazione dello squalo Nibali ed il forfait di Fabio Aru ci ha tolto l'alternativa più attesa.

Non partiamo certo con i favori del pronostico, ne è consapevole anche Cassani, ed il percorso estremamente duro potrebbe vedere animarsi la gara molto prima rispetto al classico ultimo giro. Il dominio di Peter Sagan, vincitore delle ultime tre edizioni, potrebbe interrompersi vista la forte concorrenza delle squadre di Francia (con Alaphilippe, Bardet e Pinot) e Olanda (con Dumoulin, Poels, Kelderman, Kruijswijk e Mollema).

E noi? Noi siamo l'incongnita, quelli di cui aver paura anche quando non siamo al top. Le nostre carte da giocare le abbiamo e le speranze azzurre sono principalmente incentrate su Vincenzo Nibali ma alla fine la vera sorpresa, anzi lieta sorpresa, potrebbe essere proprio il ventiquattrenne Gianni Moscon che visto il buon periodo di forma potrebbe finalmente fare il salto di qualità nella corsa più importante.

Fonte: l'autore Anis Chebbi

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