Il tennis italiano è destinato all’estinzione?

Quale futuro per il tennis nazionale? La sensazione generale è quella di un ruolo marginale, da comprimari

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(110 articoli pubblicati)
Day Eight The Championships - Wimbledon

Dispiace dirlo, vederlo, commentarlo. Ma la sensazione, ormai da qualche anno, è che il tennis italiano sia destinato ad estinguersi. O meglio a un ruolo marginale, da comprimario. I fasti del femminile, con Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Roberta Vinci e Sara Errani sono un mero ricordo. Pieno di gloria e emozioni, gioie infinite e momenti indimenticabili per tutto lo sport nazionale. Fabio Fognini, Andreas Seppi, Paolo Lorenzi e Simone Bolelli ci hanno regalato alterni momenti di fortune, ma nulla di più. 

In mezzo, in campo maschile, ci sono due ragazzi molto interessanti, che potrebbero darci qualche soddisfazione. Parliamo di Thomas Fabbiano e Marco Cecchinato. Il primo, dopo un ottimo 2017 si sta confermando anche in questa stagione. La vittoria contro Stan Wawrinka a Wimbledon è un momento da non dimenticare. Cecchinato ha vinto il suo primo titolo quest’anno, oltre ovviamente alla clamorosa semifinale al Roland Garros. 

In campo femminile è dura, ammettiamolo. Se Camila Giorgi è l’unica under-30 in grado di poter ambire a qualcosa di buono, dietro di lei c’è quasi il nulla. La ventiseienne Maceratese, nonostante i quarti ai Championships, non è ancora riuscita a fare il salto di qualità che in molti si aspettavamo da anni. Sarebbe forse il caso di affidarsi a un nuovo team?

I giovani non sono ancora riusciti ad imporsi. Sonego, Napolitano, Quinzi. Quest’ultimo vinse Wimbledon Juniores 2013 contro Hyeon Chung. Fare il paragone sul livello attuale dei due è francamente imbarazzante. Stesso discorso tra le ragazze. Nessuna sembra al momento in grado di prendere il testimone di Pennetta e delle altre. Le strutture che la federazione mette in campo sono valide. I maestri e le maestre anche. Non è un caso che gli Internazionali BNL d’Italia siano uno dei tornei più affascinanti del mondo. 

È il livello di gioco che è deprimente. Forse ci deve essere un ultimo step per migliorare. Un lavoro diverso e ramificato non solo sull’aspetto fisico, ma anche sull’aspetto tecnico e mentale. Specialmente la gestione della pressione e delle aspettative. E anche sul lavoro diversificato per superficie di gioco. In Italia si gioca prettamente su terra rossa. Il gioco difensivo da fondo campo è purtroppo ormai comune in quasi tutti i giocatori, tanto da diventare monotono e stucchevole. Siamo un movimento in via d’estinzione?

Day Two The Championships - Wimbledon 20
Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

DI' LA TUA

2
2 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

  1. The Edgo - 2 mesi

    Starei attento anche a Berrettini che è uno dei pochi italiani più adatto al cemento e all’erba che alla terra.

    1. LorenzoC - 2 mesi

      Da valutare Berrettini, per ora è ancora troppo acerbo. Il più completo secondo me potrebbe diventarlo Cecchinato. Con il tennis che ha potrebbe andare bene sia sul veloce che su terra! Che ne dici?

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.