Il made in Italy dello sport: siamo ancora belli e vincenti

I Giochi del Mediterraneo di Tarragona ci consegnano un'Italia super nelle altre discipline: ecco la situazione degli altri sport nel nostro Paese

di Simone Sagulo
Simone Sagulo
(6 articoli pubblicati)
Budapest 2017 FINA World Championships -

Per un'Italia che fatica a decollare dopo la cocente delusione della mancata qualificazione ai Mondiali di calcio in Russia, c’è un Italia che invece vola, ottiene risultati e fa ben sperare per il futuro: quella di tutti gli altri sport. Che vince sì, ma probabilmente passa un po’ inosservata agli occhi dei più. 

Lo sport tricolore ha stravinto l’edizione numero 18 dei Giochi del Mediterraneo, appena conclusasi a Tarragona, in Spagna. Primi nel medagliere generale, ben 156 atleti e squadre azzurre si sono potuti fregiare di un metallo prezioso al collo e 56 volte abbiamo celebrato la conquista del gradino più alto del podio. I trascinatori? Indubbiamente nuotatori, nuotatrici e ragazzi/e dell’atletica, ben 43 titoli sono arrivati dalla vasca e 23 dalla pista. Vero è che a questi Giochi non partecipano molte delle nazioni più competitive in queste discipline (ovviamente Stati Uniti e Cina erano assenti, per fare un esempio) ma se vincere aiuta a vincere, ecco che le nostre speranze di ben figurare nei prossimi appuntamenti iridati (Europei di Glasgow per chi nuota e Berlino per chi corre e salta, entrambi ad agosto) aumentano considerevolmente. 

Gregorio Paltrinieri è certamente l’atleta più forte del panorama italiano in acqua, ma i suoi colleghi Detti, Scozzoli e la sorpresa Simona Quadarella sono pronti a dare battaglia e a raccogliere la pesante eredità che hanno lasciato Filippo Magnini e soprattutto Federica Pellegrini, la cui carriera non è ancora terminata ma siamo quasi alle bracciate finali. Nell’atletica, avara di soddisfazioni e giovani competitivi da un po’ di tempo, Filippo Tortu è il nuovo miracolo italiano, capace in un mese di scendere sotto il muro dei 10’’ nei 100 metri piani e condurre la staffetta azzurra alla medaglia d’oro a Tarragona, la sempreverde Libania Grenot e le velocissime Ayomide Forunsolo e Maria Benedicta Chigbolu, assieme a Raphaela Lukudo, stanno rilanciando un movimento al femminile che aveva smarrito la brillantezza dei fasti passati.
E com’è la situazione nelle altre discipline? A prescindere dal risultato dei Giochi, l’Italia s’è (di nuovo) desta soprattutto nel tennis: Fabio Fognini e Marco Cecchinato guidano la riscossa azzurra nella racchetta maschile, dopo anni di complessi di inferiorità nei confronti della generazione rosa Errani-Vinci-Schiavone che tanti sorrisi ci ha regalato. Italia vincente come da tradizione nella scherma, dove ai recenti Europei la spedizione del Bel Paese ha raccolto 8 medaglie e ha messo in mostra la fiorettista toscana Alice Volpi autentica trascinatrice insieme alle conferme di Arianna Errigo, Daniele Garozzo e Giorgio Avola

Benissimo il judo, che ai Giochi ha raccolto 11 medaglie di cui 3 ori e ha visto brillare la stella di Edwige Guend e Manuel Lombardo, oltre alle conferme degli olimpionici Giuffrida e Basile e al contributo di tante piccole pianticelle pronte a sbocciare. 

L’Italia è patria di santi, navigatori e anche ciclisti, nonostante una stagione non proprio da incorniciare: Fabio Aru ha deluso al recente Giro d’Italia nonostante l’iniziale candidatura come favorito, ma la corsa in rosa ha incoronato Elia Viviani come nuovo re dello sprint, ben 4 tappe del Giro portate a casa dal velocista veneto da poco laureatosi nuovo campione italiano; a luglio il Tour de France attende lo “Squalo” Vincenzo Nibali come grande protagonista, magari aiutato dal suo fedele compagno Domenico Pozzovivo.

Chiudiamo con gli sport di squadra: basket in ripresa, qualificato alla seconda fase per l’accesso al Mondiale 2019, volley in assestamento, con l’oro ai Giochi del Mediterraneo ma anche la mancata qualificazione alle Final Six di Nations League di Giugno per la squadra maschile. Pallanuoto così cosi in quel dei Giochi, maschietti quinti e delusi, donne d’argento a conferma di una splendida tradizione dove manca però l’acuto finale. L’Italia del pallone quest’estate sta a guardare, fortunatamente negli altri sport c’è un’Italia che non si ferma mai. Valorizziamola!

Fonte: l'autore Simone Sagulo

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