La Green Jacket 2020 è di Dustin Johnson

Il golfista statunitense numero uno del world ranking vince l’Augusta Masters.

di Antonella Borandi
Antonella Borandi
(19 articoli pubblicati)

 Padrone del golf mondiale maschile, il 26enne di Columbia (South Carolina) ha sbaragliato tutti ad Augusta e con un totale di 268 (-20) colpi e ben 4 dal gruppo di inseguitori, lascia il segno nella storia per il punteggio più basso mai realizzato nella competizione, superando il record fino ad oggi di Jordan Spieth (-19) del 2015.

Per Johnson è la seconda vittoria in un Major dal trionfo all’Us Open del 2016.

Il numero uno del world ranking torna a vincere il Masters Tournament per la prima volta dal 2002, dove fu ottenuto lo stesso risultato da Tiger Woods, il campione uscente a cui Johnson ha sfilato come per tradizione la tipica giacca verde simbolo della vittoria. In quest’ultimo torneo, abbiamo assistito Woods nel peggior score della carriera su una singola buca, in un evento del PGA Tour, con la palla in acqua per ben 3 volte alla buca 12, un par 3 concluso con ben 10 colpi e che ha contribuito a confinare il mito del golf al 38esimo posto e facendo svanire il sogno di eguagliare Jack Nicklaus per un totale di 6 Masters vinti.

Nell’ultima giornata  abbiamo potuto vedere una formidabile prova anche da Cameron Smith (che con un eagle e tre birdie sulle ultime quattro buche raggiunge in vetta i coleader) e la rimonta del coreano Sungjae Im. Di quest’ultimo, spettacolare un backswing da moviola in modo da scaricare il massimo peso possibile in verticale sulla palla al momento dell’impatto e ridurre al minimo l’errore.
Questo masters non ha avuto solo il record di score più basso mai visto, ma anche la grande soddisfazione di Bernhard Langer, che alla chiusura del turno e all'età di 63 anni, 2 mesi e 18 giorni diventerà il giocatore più anziano nella storia del Masters a superare il taglio battendo il precedente record di Tommy Aaron (63 anni, 1 mese, 16 giorni) stabilito nel 2000. 

Deludente Francesco Molinari, uscito al taglio dopo 36 buche e con 150 colpi.

Ma hanno ceduto anche altri grandi nomi come Justin Thomas e John Rahm, in particolare vedere lo spagnolo in perfetta forma durante le prove del Masters con una magnifica Hole-In-One il giorno del suo compleanno con la pallina che entra in buca di rimbalzo sull’acqua e 2 giorni dopo in pieno torneo un lay up fallito con la pallina che colpisce il tronco di un albero e si riposiziona ancor peggio di prima, un classico “rattone” con un legno 3… a rincuorare noi golfisti amatoriali e dilettanti e mostrarci che anche per i campioni un giorno non è uguale all’altro nel golf e i colpi “scadenti” accadono davvero anche ai migliori!

Dustin Johnson e Tiger Woods
Fonte: l'autore Antonella Borandi

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