Golf, 77° Open d’Italia: si parte col botto

Prima giornata di Open d’Italia con nuovo Score record e hole-in-one al Chervò Golf

di Antonella Borandi
Antonella Borandi
(18 articoli pubblicati)

Dopo varie conferme e smentite di quest’estate sullo svolgimento dell’Open di Italia 2020 di Golf per via della pandemia da Coronavirus, prende il via allo Chervò San Vigilio di Pozzolengo (Brescia). Un Open d’Italia in sicurezza, all’interno di una “bolla” modello Nba (come avevo già accennato in precedente articolo relativo alla vittoria dei Lakers), con la minimizzazione dei rischi di contagio con un test PCR obbligatorio all’ingresso, protocolli rigidi da seguire con giocatori e staff chiamati a scegliersi un partner per la colazione, il pranzo e la cena, divieto di uscire dalla “bubble” pena l’esclusione dal torneo, mascherine obbligatorie per tutti, gel igienizzante ovunque con colonnine apposite, una sala stampa ridotta, con una distanza interpersonale di circa due metri l’uno dall’altro e conferenze live in streaming, uso della carta ridotto al minimo indispensabile, percorsi indicati e guidati ovunque e una ‘zona Covid’ predisposta e transennata, solo 3 alberghi scelti, un Open decisamente blindato.

Nella prima giornata si parte con grande spettacolo: tra il record score di Laurie Canter, che ha chiuso la prima giornata con 60 colpi (-3) e l’Hole-in-one di Scott Jamieson.

Il giocatore inglese Laurie Canter ha battuto il precedente record di colpi, 61, stabilito per la prima volta da Ian Poultier nel 2001 e poi replicato da Angel Cabrera nel 2002 e Robert Karlsson nel 2008. Canter entra così nel novero di giocatori in grado di chiudere un round con 60 colpi, accanto a nomi leggendari di vincitori di major come quello di Ernie Els e Bernard Langer.

Non da meno è stato Scott Jamieson, 35enne di Glasgow che alla buca 2, un par 3 di circa 175 metri, ha messo a segno un hole-in-one tirando un ferro 6, segnando la 28esima “buca in uno” delle edizioni dell’Open d’Italia.

Bene gli azzurri Lorenzo Scalise e il neo-pro Stefano Mazzoli, entrambi in 16esima posizione e di una posizione inferiore Edoardo Molinari, Francesco Laporta e Guido Migliozzi.

Notevole la presenza del giocatore paralimpico Tommaso Perrino, che nonostante la posizione in classifica, 107esima, che simboleggia il significato extrasportivo di determinazione e speranza. Il giocatore livornese di 36 anni era già un golfista di spessore prima di subire un incidente stradale e una successiva infezione contratta in ospedale durante la riabilitazione, che gli ha causato una decisiva limitazione alla funzionalità di una gamba. Nonostante questo, niente ha minato la sua incredibile voglia di giocare a golf e oltre a raggiungere i vertici delle classifiche mondiali WR4GD (The World Ranking for Golfers with Disability), è stato insignito del premio dalla regione Toscana “Pegaso dello Sport”, riservato agli atleti toscani che si sono distinti a livello internazionale e la nomina di commissario tecnico dell’attività paralimpica.

Golf Chervò San Vigilio di Pozzolengo te
Fonte: l'autore Antonella Borandi

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