Gattuso-Spalletti: emblematico “sali e scendi”

Gli allenatori delle milanesi "prima belli e dopo brutti". Giusto confermare il loro operato?

di Giovanni D'elia
Giovanni D'elia
(70 articoli pubblicati)
MILAN ITALY - OCTOBER 21 Head coach of

"Che cosa vuoi fare da grande"? Il calciatore. "Altrimenti"? L'allenatore. Alzi la mano chi non ha mai desiderato fare l'allenatore e guidare la squadra del cuore alla conquista del titolo. Fare l'allenatore non è per niente un compito facile, bisogna avere passione e competenze, bisogna essere educatori e comunicatori, equilibrati e a volte testardi. Dunque, tutti d'accordo, fare il "coach" non è per tutti. Ma la situazione diventa ancora più complicata quando sei alla guida di Milan e Inter. Un giorno sei bravissimo, quello dopo diventi brutto ed incapace. Questo è quello che stanno vivendo Gennaro Ivan Gattuso e Luciano Spalletti. 

Nel Novembre del 2017, la vecchia dirigenza del Milan  ha ufficializzato l'ingaggio di Gennaro Gattuso come nuovo allenatore del "diavolo". L'ex centrocampista campione del Mondo  aveva il difficile compito di riportare entusiasmo nello spogliatoio e riportare il Milan ai vertici della classifica.  La chiamata della squadra del cuore non si poteva rifiutare, dunque, sfida immediatamente accettata. Gennaro è riuscito a riportare entusiasmo, regole e disciplina nello spogliatoio  rossonero. La squadra cambia immediatamente passo, raggiungendo addirittura la finale di Coppa Italia. L'estate scorsa il Milan viene acquisito dal fondo Elliot, che rinnova la fiducia nel tecnico calabrese alla guida della squadra meneghina. Nonostante le continue critiche, il Milan e Gattuso sono riusciti a ritagliarsi il "pass" per la semifinale di Coppa Italia e piazzarsi momentaneamente al quarto posto del campionato che a fine anno significherebbe "Champions League".  Le critiche verso Rino sono spesso assurde e insensate. Non sono bastate cinque vittorie consecutive e tre mesi di risultati utili consecutivi per mettere da parte le critiche. Domenica sera, un brutto Milan è crollato a San Siro nell'atteso derby della "Madonnina". Eccoli di nuovo i "leoni da tastiera" pronti ad aggredire e criticare su tutti i social.  Dal mio punto di vista, Rino è un guerriero, un amante delle sfide, quindi sono convinto che farà parlare il campo e si prenderà la meritata conferma sulla panchina "rossonera"

Dall'altra sfonda di Milano, non naviga in acque migliori l'allenatore "neroazzurro" Luciano Spalletti. Grazie alla vittoria nella stracittadina, "Lucianone" si è ripreso l'Inter. Viene spontaneo e naturale chiedersi dov' era finita l'Inter vista nel derby, aggressiva e affamata di punti, argutamente messa in campo dall'allenatore Toscano. D'altra parte non si può negare che i propositi dei tifosi neroazzurri erano decisamente più alti per la stagione in corso. Il grande entusiasmo estivo è pian piano scomparso nella fitta nebbia Milanese, per poi rifiorire immediatamente in una strana domenica di Marzo. Adesso Luciano ha l'arduo esame di "primavera" far "fiorire" la sua Inter e portare continuità nei risultati. Solo così facendo il tecnico fiorentino potrà prendersi la riconferma sulla panchina "neroazzurra". Dunque, sarà il tempo a dirci se sarà giusto o sbagliato riconfermare Spalletti.

Fonte: l'autore Giovanni D'elia

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