Focus calciomercato: è giusto pagare tanti soldi per un attaccante?

Dai 120 milioni di euro per Coutinho fino ai 222 per Neymar. Ormai girano cifre folli nel mondo del calcio, ma è giusto così? L'analisi

di Giulio Zampini
Giulio Zampini
(37 articoli pubblicati)
3° episodio: giuste le cifre che girano oggi nel calcio?

Quando nell'estate 2012 i proprietari qatarioti del Paris Saint-Germain decisero di pagare al loro centravanti un milione di euro al mese per quattro anni al netto delle tasse (in totale 35 milioni), più i 25 per acquistarlo, il ministro delle finanze la definì una "cosa indecente"; il ministro dello sport "deplorevole" e persino il presidente della repubblica si fece coinvolgere. Come si può giustificare un esborso cosi esorbitante per un calciatore, a prescindere dal fatto che sia un campione e che i soldi vengano da uno stato arabo ricco di petrolio e deciso a portare la propria squadra di calcio tra le grandi del mondo?

Il giocatore in questione era Zlatan Ibrahimovic, vincitore seriale di campionati. Prima di approdare a Parigi, tra il 2004 e il 2011 le squadre in cui aveva indossato la maglia hanno sempre portato a casa il campionato. Otto titoli consecutivi: uno in Olanda, uno in Spagna e sei in Italia.  E Zlatan non è un portafortuna: soltanto in un occasione ha segnato meno di 13 goal in una stagione. Non è uno che passa li per caso: è uno che fa la differenza.

STATISTICHE  Con il Psg 180 presenze, 156 goal e 61 assist; con l'Inter 117 partite, 66 goal e 30 assist; con il Milan 85 partite, 56 goal e 24 assist, e via dicendo. Non c è da meravigliarsi se giocatori così sono così preziosi e hanno un valore così alto sul libero mercato del calcio. Nel caso di Ibrahimovic, non bisogna stupirsi della sua cifra di mercato se si è convinti della correlazione tra goal e vittorie, vittorie e trofei. I club pagano tanto le punte perché sanno quanto valgono i goal: con i goal vinci le partite, con i goal fai i punti.

Fonte: l'autore Giulio Zampini

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2 COMMENTI

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  1. Anna - 5 mesi

    Ibra è Ibra… fa la differenza anche a 36 anni

    1. GiulioZampo - 5 mesi

      Anche se ora l’infortunio l’ha un po’ frenato

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