Federer, il dio del tennis è oggi più umano

L'impronosticabile sconfitta dello Svizzero a Wimbledon contro Kevin Anderson è stata clamorosa. Anche un fenomeno può cadere

di Lorenzo Ciotti
Lorenzo Ciotti
(24 articoli pubblicati)
Day Nine The Championships - Wimbledon 2

L’11 Luglio 2018 sarà un giorno che Roger Federer non dimenticherà facilmente. I quarti di finale di Wimbledon devono essere stati un vero incubo per il campione svizzero. E pensare che l’inizio sembrava un sogno. Federer perfetto al servizio, implacabile in risposta. Il suo avversario in balia della classe dell’elvetico. Pronti via, e Roger si trova già sul 2-0. Due set volati in un baleno. Anderson incapace di incidere con la prima, inefficace in risposta. La tavola era già apparecchiata per la quinta semifinale degli ultimi sette anni. 

Ma l’agnellino-Anderson ha tirato fuori dal cilindro una performance assurda, tanto da trasformarsi da agnello in lupo. E far fare a Federer la figura della barbina della pecora. L’incredibile si è materializzato. Sul 5-4, lo svizzero ha fallito in risposta un match-point. E il sogno si è trasformato in un incubo. Federer, tradito dal servizio nei giochi successivi, si è trovato impantanato nella pazzesca lotta del quinto set, chiusa dal Sudafricano 13-11.

Una giornata del genere, per quanto ai limiti del surreale, può capitare a tutti. Anche al dio del tennis, che oggi si alzerà dal letto con una sensazione più umana. Anche i fenomeni possono cadere. Certo, una caduta del genere, per le modalità per le quali è avvenuta, fa un po’ più male. E chissà se Roger avrà mandato qualche maledizione a Novak Djokovic, per averlo confinato a giocare sul Court no. 1, invece che sul Campo Centrale? Certamente le sensazioni, sono diverse, per uno che da sempre è abituato a giocare davanti al Royal Box. Non è ovviamente una scusante, ma bensì una provocazione.

 Federer ha avuto in mano la partita. Avrebbe potuto chiuderla anche bendato, o con il braccio sinistro legato. Ma il tennis è uno sporto crudele e meraviglioso. Un attimo stai per vincere il match e raggiungere la semifinale a Church Road, l’attimo dopo sei a casa. L’umiltà del campione si vede quando in conferenza stampa ammette la giornata no, ma allo stesso tempo elogia i meriti dell’avversario. Salta così la possibilità, dieci anni dopo, di assistere a un’altra eventuale storica finale tra lo svizzero e Rafael Nadal, ieri vincitore di un epico match contro Juan Martin del Potro. Wimbledon non è mai banale e ci regala sempre inaspettate sorprese.

Day Nine The Championships - Wimbledon 2
Fonte: l'autore Lorenzo Ciotti

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