Ernesto Lomasti: l’alpinista friulano che Messner definì un “fenomeno”

Il 12 giugno 1979 ad Arnad (AO),  un fulmine spezzò la vita di colui che probabilmente sarebbe diventato uno dei più grandi alpinisti della storia.

di Massimiliano Cerbai
Massimiliano Cerbai
(25 articoli pubblicati)
Ernesto Lomasti

Il 29 ottobre 1959 nasce a Pontebba (UD), Ernesto Lomasti, il padre Marcello, la madre Luciana e lo zio Luigi, gli trasmettono fin da piccolo la passione per la montagna e lui ne respira a pieni polmoni. Questo mio omaggio ad Ernesto non vuol essere una biografia con imprese compiute annesse,  perché per  visionare quella,  si può andare su Wikipedia, ma io, essendo suo cugino, voglio esaltarne il lato umano, di un ragazzo che della sua passione ne ha fatto uno stile di vita, infatti anche se purtroppo molto breve, ne ha consacrato l'immortalità per tutti gli amanti dell'Alpinismo, per i quali,  a quasi quarant'anni dalla scomparsa, e' tuttora un punto di riferimento.

Ernest Lomasti era un ragazzo di una solarità e modestia disarmanti, il segreto delle sue imprese nasceva dalla sua grande preparazione fisica che trovava nei suoi familiari degli alleati quotidiani. Essendo di famiglia economicamente non abbiente, provvedeva lui stesso a costruirsi bilancieri e pesi artigianali per aumentare la sua massa muscolare, il suo allenamento era quotidiano e si svolgeva prettamente una stanza della sua casa di Pontebba.

Capitava che trascorresse ore ad allenarsi  e la madre che aveva preparato  la cena si arrabbiava perché il pasto si freddava, alla fine lui scendeva e per sdrammatizzare si "arrampicava" sulla parete della cucina letteralmente, ancorandosi a mani nude alle  mattonelle fino ad arrivare al soffitto dicendogli ridendo : " vieni a prendermi mamma !".

Aveva delle ventose nelle mani e nelle dita una potenza spaventosa! Una grave infezione alle orecchie con conseguenti interventi chirurgici non gli impedì  di diplomarsi e per festeggiare venne insieme allo zio Luigi a Firenze a trovarci (era l'autunno  del '78).

In quell'occasione ne approfitto'per far visita alle Alpi Apuane che non conosceva e si recò presso una palestra di roccia, che per chi non lo sapesse e'una vera e propria montagna, per tenersi in allenamento. Alla base di questa palestra conobbe degli appassionati del posto che gli sconsigliarono di salire perché stava facendo buio, e per arrivare alla sommità ci sarebbero volute 4 ore.

Ernesto li tranquillizzò, ma disse che ci voleva provare, ebbene in meno di 50 minuti salì e scese con immenso stupore dei presenti, uno dei quali era un noto artigiano locale che per conoscerlo meglio lo invito' a cena per il fine settimana a casa sua con tanto di festicciola in suo onore.  Mio cugino che era la modestia in persona fu in grande imbarazzo e mi confidò che non vedeva l'ora di tornare a casa...

Questo era Ernesto Lomasti, che quando compì le incredibili ascensioni in solitaria a soli 18 anni,  non avviso'nessuno, ma il caso volle che un suo grande amico lo fosse venuto a sapere e quindi avviso' la stampa locale (Messaggero Veneto in primis) che uscì qualche giorno dopo con articoli in prima pagina, confermando che quanto fatto da questo giovane pontebbano a soli 18 anni aveva pochi eguali al mondo. Mio cugino amava dire che in alta montagna si sentiva vivo, era come attratto da una forza sconosciuta che lo attirava verso le vette. Ci volle un maledetto fulmine non si sa scaturito da dove o da cosa, a porre fine alla sua intensa vita, una sera di giugno del 1979.

Nel 2008 a quasi 30 anni dalla sua scomparsa, un bancario appassionato di montagna, (Luca Beltrame), grazie alle testimonianze dell'epoca, agli amici di Ernesto e agli articoli dei giornali e riviste del settore, scrisse il  libro "Non si torna indietro" vita e imprese del giovanissimo e sfortunato alpinista friulano.

Il destino crudele che portò via Ernesto Lomasti, si accanì anche contro l'autore del libro suo mio cugino, infatti il 25 aprile 2013, Luca Beltrame durante un'ascensione con un amico, precipitò nel vuoto, proprio come colui al quale dedico' tempo e passione nella stesura del libro sopra citato. Ernesto e Luca per ovvi motivi non si conobbero mai personalmente, ma sono sicuro che i Dorati monti del Paradiso, per loro non avranno segreti. Con grande umiltà.

I giornali qualche anno dopo
Fonte: l'autore Massimiliano Cerbai

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