E se il football americano non fosse più lo stesso?

La prima giornata della Nfl è stata costellata di imprecisioni ed errori grossolani

di Marco Michelli
Marco Michelli
(12 articoli pubblicati)
rodgers contro chicago

Il football americano è sport atipico, soprattutto da guardare a distanza di un oceano e senza comprenderne il vissuto. Perché parliamo di uno sport complicato fatto di mille regole e caratterizzato da un campionato decisamente corto, solo 4 mesi e 16 giornate, rispetto agli standard del resto degli sport.

Quello che si è visto nella prima uscita stagionale, specie per le tante topiche, ha rinfocolato le critiche di coloro che ritengono che questo sport stia perdendo di qualità, complice non solo un regolamento sempre più focalizzato sulla tutela fisica (e mentale) dei giocatori, ma anche delle sirene che spingono i ragazzi dei college a specializzarsi in discipline meno pericolose, selettive e maggiormente remunerative, come ad esempio il calcio che vede aumentare il numero dei tesserati. Questo significa che bisogna accontentarsi di quello che c’è, vale a dire onesti giocatori di medio livello e pochi talentuosi fenomeni.
 
E la prima giornata ha mostrato situazioni ai limite dell'imbarazzante: special team in affanno, un numero considerevole di ritorni di punt (anche da oltre cento yard), intercetti mancati e contatti evanescenti che hanno evidenziato delle incredibili lacune nelle linee titolari delle principali franchigie. Un dato su tutti: 39 intercetti in una giornata non si registravano dal 2003...

Se è vero che soprattutto i migliori in questo periodo hanno giocato poco e non sono ancora al massimo dei giri, è altrettanto  sorprendente vedere azioni e movimenti inattesi a questo livello, ovvero nell’eccellenza mondiale.

Pensiamo ad esempio ai quarterback: se i commentatori, a ragione, hanno evidenziato come la vecchia guardia detti ancora legge, c’è qualcosa che non funziona. Se quel fenomeno di Aron Rodgers riesce a resuscitare Green Bay lanciando per 273 yds e 3 mete in mezz’ora scarsa zoppicando, certo è un grande, ma davanti ha una difesa che lascia stupefatti. E ancora, se un braccione come Roethlisberger riesce a correre sul campo per oltre 30 metri con tutta la sua massa, tanto da sembrare più plastico di Newton o Mariota, significa che gli avversari degli Steelers erano assenti. E tutto questo tralasciando di menzionare uno come Brady che a 41 anni continua ad inanellare record su record.

D’accordo i qb sono un mondo a parte; allora ricordiamo la tragica linea offensiva di Seattle che ha subito 7 tackle, 3 sack e si è fatta recuperare un fumble… o l’inguardabile attacco dei Cowboys (non parlo dei Bills perchè sarebbe come sparare sulla croce rossa...) , capace di produrre solo un touch down nell’ultimo quarto, la miseria di 138 yard di passaggio e 94 corse con neanche un field gol all’attivo, robe che nemmeno nei college accadono…

Insomma, lo spettacolo del football americano è sempre bello guardarlo, quelli forti (New England, Phila, Minnesota, i Rams e perfino i Jax) hanno comunque vinto tutti, ma di brutture se ne sono viste davvero tante. Speriamo che nel prosieguo ci sia un inversione di tendenza anche se è difficile se negli anni non ti hanno insegnato le basi, vale a dire dove bisogna placcare l'avversario ad esempio o di accontentarsi di recuperare l'ovale piuttosto che rimettersi a correre e riperderlo nel contatto successivo (è accaduto anche questo nel match tra Jets e Detroit con il numero 22 di NY, Trumaine Johnson, che intercetta e poi per correre verso la meta perde la palla a sua volta...)

Lo so è come dire, facendo un paragone tennistico, che McEnroe e Connors erano un altro tennis, però se per un attimo penso alle partite degli Anni ’80 (che si possono ammirare nelle stupende immagini raccontate tipo film dalla Nfl), ragazzi posso dire che erano davvero altri (bei) tempi!

https://www.gazzetta.it/Sport-...

Fonte: l'autore Marco Michelli

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