Cristian Marianelli, primo italiano alla Maratona di New York

Il primo sport è stato il nuoto. Il più importante la bici da strada. Ma è nel podismo che Cristian esalta la sua vita d'atleta

di Roberto Leonardi
Roberto Leonardi
(34 articoli pubblicati)
Cristian Marianelli

È calmo adesso e ciò che porta è tutto
ritorna, chiamando una notte brillante

Rem - Leaving New York

Non era una notte brillante, ma una splendente mattinata newyorchese, e a distanza di alcuni giorni Cristian è più calmo, e può riordinare meglio i pensieri, le emozioni, la storia che lo ha portato a  quel giorno, quando concludendo la maratona più famosa del mondo in 2h e 28' si è scoperto 1° italiano al traguardo (41°assoluto) e 5° europeo. Era la sua quarta prova sulla distanza, il suo personale è un bel 2h e 26' 05'' ottenuto a Rimini, e se non fosse stato per i compagni e per il presidente della sua squadra Andrea Vandini (Tiferno Runners Città di Castello),  e gli sponsor della stessa, probabilmente non avrebbe partecipato a questo evento.

Sono stati infatti loro a spingerlo e spronarlo a questa avventura, insieme alla famiglia. Non che Cristian non credesse in se stesso, anzi, ha la determinazione e la tenacia dell'atleta vero da sempre, ma la preparazione ad una maratona richiede sacrifici di ogni tipo. Per fortuna, e probabilmente perché se lo merita, è stato supportato, e sono loro quelli a cui ha pensato negli ultimi metri della sua fatica, quando oramai l'impresa era compiuta, e come in un libro, in questo caso ben scritto, si usano le ultime pagine per i crediti.

Cristian “nasce” come nuotatore ad 11 anni, praticandolo da subito agonisticamente e mettendo in mostra la sua caratteristica: la predisposizione per la resistenza agli sforzi prolungati. Dà infatti il meglio di se nei 1500, nei 400 misti o nei 200 a farfalla. Ottiene discreti risultati fino ai 14 anni, quando per caso col padre assiste a una gara di bici su strada, ed è colpo di fulmine. Mette da parte immediatamente cuffia e occhialini ed entra a far parte del team Caffè River di Città di Castello, i suoi allenatori saranno Renato Amantini, e poi Tommaso Bigi, figure importanti per lo sviluppo a livello giovanile e non solo del ciclismo nel territorio.

Per dieci anni si toglie tante soddisfazioni insieme all'amico Fred Morini, con il quale passerà ai dilettanti nel Team toscano Maltinti, in seguito correranno per altre squadre sempre in Toscana, fino al passaggio al professionismo di Fred (Atleta su cui ci sarebbe da aprire un altro capitolo). Cristian per vari motivi, lavoro, famiglia in arrivo, motivazioni, piano piano lascia, e fino ai 30 mette da parte la bici. Ma qualcosa manca, specialmente a uno abituato a chiedere fatica al suo corpo e a lottare col tempo, a uno che ha fatto dello sport uno stile di vita, ed ecco che inizia col podismo.

Rispetto alla bici è un'attività che può gestire meglio con gli impegni. Dopo un po' di adattamento alla strada torna in gara alla Lamarina (13,8 km) nel 2009, c'è una remota ebbrezza mai dimenticata, quella di attaccarsi un numero e misurarsi con gli altri oltre che con se stesso. Basta poco e vince la sua prima gara nel 2010 a Monte S. Maria Tiberina. Da qui in avanti è un susseguirsi di vittorie e piazzamenti prestigiosi, e come dicevamo, spinto soprattutto da Andrea Vandini, dalla moglie Francesca, e dalla figlia Irene, talentuosa ballerina, decide di preparare questa avventura. Oltre a lui e il presidente si aggiungeranno Daniele Belletti e il compagno di una vita sportiva Fred Morini.

Il primo sport è stato il nuoto. Il più importante la bici da strada. Ma è nel podismo che Cristian esalta la sua vita  d'atleta, caricato da una città immensa bloccata per un evento sportivo, una città che saluta tutti festosamente per ore, dal primo all'ultimo. Lasciare New York non è mai facile come cantano i REM, tantomeno per Cristian che saprà cogliere energie inaspettate da questo entusiasmante calore, quando a 5/6 km dalla fine si sentirà sfinito. Grazie al tifo riesce infatti a dimenticarsi di se, scaccia via le incertezze tra cedere e tener duro fino alla fine, è il suo modo per dire chi è e chi vuole continuare ad essere, dai tempi del nuoto, della bici.

Leaving New York never easy.

Tiferno Runners
Fonte: l'autore Roberto Leonardi

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2 COMMENTI

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  1. spaziotempo9_855 - 2 anni

    Grazie Romina, si un atleta e un ragazzo straordinario

  2. Romina - 2 anni

    Cristian ha concluso in maniera eccelsa una grande gara, gli vanno fatti i complimenti quanti più possibili perché non è facile venire alla luce su nessuno sport ma tanto più sulla corsa. È uno orgoglio averlo nella comunità dei runner umbri…e si merita tanti altri articoli belli come questo sull’impresa che ha concluso.

Gazzetta Fan News

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