Come e quanto è cambiato il calcio nel corso del tempo

L'innesto della tecnologia, il cambiamento delle regole del fuorigioco e dei 3 punti, la cura dei campi e dei giocatori. Il progresso non si può fermare.

di Giulio Zampini
Giulio Zampini
(37 articoli pubblicati)
2° episodio: il progresso nel calcio

"Il tempo passa, nulla si distrugge e tutto si trasforma" direbbe Lavoisier, più o meno.

IL CALCIO E' SPONSOR DEL CAMBIAMENTO. Venuto al mondo in Inghilterra con la nascita della Football Association il 26 ottobre 1863, in 155 anni questo sport ha subito numerose variazioni che lo riguardano in prima persona come la regola del fuorigioco (modificata molte volte nel tempo), l’innesto della tecnologia (Goal Line Technology e Var, clicca qui per approfondimenti sulla tecnologia nel calcio), il passaggio dai 2 ai 3 punti per ogni vittoria (entrata in vigore nel 1981), il divieto del portiere di raccogliere con le mani il retropassaggio... Ma anche, e soprattutto, per fenomeni esterni come i trasporti (una trasferta al giorno d’oggi è un lusso rispetto a 40 anni fa), la cura dei campi e dei giocatori è nettamente superiore, l’attrezzatura si è perfezionata, le squadre possono andare a scegliere talenti in tutto il mondo.

SONO CAMBIATI I MODULI. Fino agli anni trenta la tattica più diffusa nel calcio era la cosiddetta piramide di Cambridge, cioè un 2-3-5 a forma di piramide rovesciata che aveva il suo vertice nel portiere. L’ideazione di questo schema è attribuita alla squadra del noto college britannico, mentre il suo lancio è dovuto ai Blackburn Rovers, che lo applicarono per la prima volta negli anni Novanta dell’ottocento vincendo cinque coppe d’Inghilterra. Si è poi passati al  2-3-2-3, detto anche WW, un modulo di gioco del calcio ideato contemporaneamente da Carlo Carcano e Vittorio Pozzo, commissari tecnici dell’Italia tra le due guerre.

E’ stato poi inventato il cosiddetto “sistema”: un 3-4-3 (ma più precisamente 3-2-2-3), detto anche WM in quanto la disposizione in campo dei giocatori ripete idealmente la forma di queste due lettere, introdotto negli anni trenta dal tecnico inglese Herbert Chapman, per cui è noto anche come Chapman system. Fino ad arrivare ai vari moduli odierni che ormai conosciamo come una filastrocca (4-3-3, 3-5-2, 4-2-3-1...)

IL GIOCO E' LO STESSO, MA A CAMBIARE E' COME SI GIOCA. SONO CAMBIATI I RUOLI. Il portiere fino a vent’anni fa doveva soltanto parare, ora gli si richiede abilità tecniche, poiché in fase di possesso palla è colui che fa partire l’azione. Il difensore non deve più soltanto marcare l’avversario, ma deve essere capace ad impostare. L’attaccante non deve soltanto ricevere palla e metterla dentro, ma dialogare con i centrocampisti, aiutare la squadre in fase di non possesso.

In generale, più passa il tempo e più le cose migliorano. Ciò ha portato ad un livellamento delle squadre. E’ molto più facile, e probabile, vedere tutt’oggi la capolista cadere in casa contro una neopromossa rispetto al secolo scorso (clicca qui per scoprire perchè si segnano sempre meno goal nel calcio)

Nemmeno due guerre mondiali hanno modificato più di tanto la tendenza a lungo termine.

Fonte: l'autore Giulio Zampini

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