Cinema e calcio non sono poi così lontani

Da Raf Vallone a Bobo Vieri (protagonista del trailer di Predator) è lungo l'elenco di chi una volta appesi gli scarpini al chiodo ha tentato la via del cinema

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(62 articoli pubblicati)
Vinnie Jones of wimbledon shouts to his

Da predatore (dell'area di rigore) a Predator il passo è stato breve per Bobo Vieri. Infatti l'ex centravanti di Lazio e Inter è protagonista del trailer promozionale del film (reeboot del grande classico del 1987) in uscita nelle sale cinematografiche.

Vieri nel video della durata di cinquanta secondi è accompagnato da otto Riders italiani che a bordo di altrettante motociclette invitano lo spettatore a recarsi al cinema.

Quello di Vieri è solo un altro esempio di come cinema e calcio siano spesso in contatto. Le storie di calciatori che, una volta appesi gli scarpini al chiodo, hanno tentato la via della settima arte sono molteplici e può essere interessante ricordarle.

Non tutti forse sanno che il celebre attore Raf Vallone (noto tra gli altri per film come Riso Amaro, Il cammino della speranza) prima di iniziare la propria carriera attoriale durata quasi cinquant'anni è stato capace di giocare 25 partite in serie A con il Torino vincendo pure la Coppa Italia nel 1936.

Prima di lui era stato Piero Pastore (vincitore sul campo dello scudetto 1926 con la Juventus) a tentare la fortuna a Cinecittà trovandosi a recitare in ottanta pellicole.

Non va dimenticato naturalmente George Best (a cui fu dedicato il biopic del 2000 con John Lynch nel ruolo del protagonista) il quale ancora al massimo splendore calcistico partecipò a due film (ve detto entrambi dimenticabili). Cup Fever il primo e Percy il secondo del 1971 che trattava di un tizio che dopo aver ricevuto un trapianto degli organi genitali, si mette alla ricerca del donatore.

Al Manchester United il degno erede della maglia numero 7 che fu di Best è stato certamente David Beckham al quale pure venne dedicata una pellicola (Sognando Beckham del 2002) e come Best tento senza grandi fortune la prova della recitazione. Lo "Spice Boy"  ebbe un ruolo nel trittico di Goal per poi essere riproposto dal regista nonché amico Guy Ritchie che ritagliò piccole parti per "Becks" in Operazione U.N.C.L.E e King Arthur.

Chi invece deve a Guy Ritchie l'inizio di una sfolgorante carriera post-campo è certamente Vinnie Jones. L'ex difensore gallese fu protagonista indiscusso di quel leggendario Wimbledon capace di vincere la F.A. CUP del 1988, il ruolo di duro che Jones aveva in campo gli ha permesso di ritagliarsi la stessa collocazione davanti alla macchina da presa. 

Il "calciatore con il cervello da zanzara" (così venne definito dal presidente Sam Hammam) venne impiegato dall'ex coniuge di Madonna in pellicole come Lock & Stock e Snatch - Lo strappo per essere poi protagonista in numerosi altri film tra cui Fuori in 60 secondi, Mean Machine, ecc.

In tema di icone "fumantine" è impossibile dimenticare Eric Cantona che quando giocava a calcio sapeva tanto alternare giocate di pura eleganza ed efficacia a gesta sconsiderate e poco consone allo spirito del fair-play. Anche per lui si è aperta la strada cinematografica con il cameo nel film La felicità è dietro l'angolo (del 1995) per poi apparire in Elizabeth e successivamente ottenere un ruolo su misura cucitogli addosso da Ken Loach nel film Il mio amico Eric. Recentemente Cantona ha fatto capolino in The Salvation film western danese.

Se usiamo il talento e la classe non possiamo allora non citare Zinedine Zidane.  L'ex calciatore ed allenatore del Real Madrid si cimentò col cinema nel 2008 apparendo in Asterix alle Olimpiadi.

Per concludere questa carrellata di calciatori passati al mondo della celluloide è impossibile non citare Pelé che si rese protagonista (assieme ad attori come Sylvester Stallone, Michael Caine, Max Von Sidow) nella celeberrima pellicola del 1981 Fuga per la Vittoria.

Infine parafrasando Truffaut il quale disse che "fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell’infanzia" possiamo pensare che in fin dei conti la distanza tra il mondo del calcio e quello del cinema non sia così grande dato che entrambi conservano la purezza dei giochi dell'infanzia.

The Greatest
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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