Ciclismo, tecnologia di costruzione di un telaio

Da giovane frequentavo il laboratorio di Luciano Piollini a Codogno

di Piero Tansini
Piero Tansini
(190 articoli pubblicati)
Veloce il Gennari su Bici Piollini

Costruire un telaio da corsa non era facile. Certo ora i moderni telai sono costruiti in fibra di carbonio ma un tempo lo erano in tubi d'acciaio. La moderna tecnologia ha fatto scomparire la manualità che avevano gli artigiani della bicicletta. Io ebbi la fortuna di vedere al lavoro uno di questi che ancor oggi lo troviamo nel negozio Cicli Piollini Codogno. Il suo nome è Luciano Piollini e ora suo figlio Luigi Piollini ne continua l'opera non più costruttiva come un tempo ma di assemblaggio di telai commerciali.

Il padre di Luciano iniziò l'opera poco dopo la fine della guerra ed il figlio divideva il suo tempo tra i banchi di scuola a Cremona e il laboratorio del padre Luigi a Codogno. Poi nel 1977 fondò la Piollini Biciclette dove oltre alla normale manutenzione di biciclette da strada cominciò a costruire telai da corsa e da fuoristrada quando arrivarono dagli States  le prime mountain byke. Questi telai erano molto apprezzati sia da cicloamatori che da corridori o, meglio, da squadre dilettanti professionistiche.

Tutto partiva da semplici tubi d'acciaio al molibdeno. Chi le commissionava il telaio era invitato nel laboratorio dove Luciano Piollini aveva costruito una maschera in tubi su cui veniva fatto sedere l'Atleta e il Piollini ne rilevava le misure morfologiche. La maschera aveva la forma di un telaio coi tubi scorrevoli per rilevare le misure su una scala graduata applicata ai tubi. Una volta rilevate le misure veniva ordinato il materiale e questo era compito del fratello di LucianoIl Giovanni telefonava ai Fornitori a cui commissionava l'ordine. Arrivato il materiale iniziava la costruzione del telaio.

I tubi venivano tagliati a misura e su particolari attrezzature venivano curvati aiutandosi con un cannello ossiacetilenico che li scaldava. Successivamente venivano assemblati sulla maschera e venivano saldati tra loro dando origine al telaio. Avveniva anche l'allargatura della sede dello sterzo e delle forcelle. Lavoravano sodo i Piollini avvalendosi di un Tornio, Trapani e maschere varie. Venivano saldati gli attacchi per i mozzi delle ruote. Terminato il telaio questo veniva preparato per al verniciatura a fornoQuesta operazione veniva eseguita esternamente. Ovvio che la verniciatura avveniva su richiesta dei gusti del cliente. Un volta terminata la verniciatura il telaio tornava a Codogno e i Piollini ne applicavano le decalcomanie con i loghi della loro società Piollini.

Pronto il telaio avveniva l'assemblaggio della Bicicletta da Corsa con componenti dei Fornitori. Si procedeva al montaggio del manubrio, dei freni, del gruppo, della catena, delle ruote. Al termine si avvisava il cliente che era invitato a salire sulla bicicletta per l'adattamento e le regolazioni finali. Semplice? Niente affatto. Costruire un telaio da corsa era abbastanza complicato e i pochi artigiani in grado di farlo molto apprezzati. Oggi il telaio viene progettato al CAD e la costruzione avviene secondo una tecnologia da Formula 1 non più alla portata di questi bravi artigiani in via di estinzione. Certo a volte tornano a costruire telai ma ci sono pochi giovani che vogliono imparare da loro e questo è un male.

Fonte: l'autore Piero Tansini

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