Ciclismo: Coppi, Bartali e il mistero della borraccia

A volte le parole contano, altre volte non sono necessarie per capire la grandezza di piccoli gesti

di Giovanni Scupola
Giovanni Scupola
(95 articoli pubblicati)
Coppi e Bartali

Il 17 luglio 1952, Fausto Coppi vince l'ultima delle sue 9 tappe al Tour de France. Tre volte a braccia alzate nel 1949, una nel 1951 a Briançon, cinque nel 1952, dominando un Tour con 28 minuti di vantaggio sul secondo, il belga Stan Ockers. Era l'anno del bis Giro-Tour dopo il 1949, era la Grande Boucle della foto destinata a diventare una bellissima leggenda: in concorso di merito fra Coppi e Bartali, lo “scambio di borraccia” che non finiremo mai di raccontare.

4 luglio 1952, tappa Losanna-Alpe d'Huez: sul passo del Galibier Fausto Coppi e Gino Bartali si passarono quella che in realtà era una bottiglia d'acqua e non una borraccia e lo scambio fu immortalato da Carlo Martini, fotografo della Omega Fotocronache., in uno degli scatti più famosi del secolo. Tarcisio Vergani, ai tempi massaggiatore di Bartali, disse per primo che la borraccia era di Gino, che nella foto ha ancora tutti i contenitori nei portaborracce (telaio e manubrio) al contrario di Fausto. Fu Luigi Malabrocca, gregario di Coppi, vinse per due anni consecutivi la maglia nera al Giro d'Italia - a replicare in un'intervista con la confessione di Fausto: "Ero io il benefattore!".

Così, ci provò la Rai a svelare la verità mostrando un filmato in cui si vedono, su una salita sterrata, Coppi in maglia gialla e Bartali vestito tricolore dopo aver vinto i Campionati italiani.  Non può che essere il Tour de France del 1952 e si vede Bartali passare una bottiglia a Coppi: il Campionissimo beve, si defila e lancia il contenitore oltre la carreggiata. Caso risolto? No perché nella foto Coppi ha le due gabbiette portaborracce vuote, mentre nel filmato ha la borraccia sull'obliquo del telaio. 

Ormezzano: Questa foto in realtà venne per così dire costruita a tavolino perché quella scena era già accaduta durante la tappa precedente. Solo che nessuno l'aveva ripresa.  All'epoca non era come oggi, non c'erano mille telecamere, riprese, fotografie, moviole varie. Così, quel fotogramma in realtà era sfuggito a tutti. Così, un cineoperatore, Chiaradia si chiamava, propose a Bartali e Coppi di rifarla il giorno dopo. Gino e Fausto furono d'accordo e il giorno dopo ripeterono il passaggio di quella che è stata sempre considerata una borraccia, ma che in realtà è una bottiglia... E comunque, fu Bartali a passare la bottiglia a Coppi e non viceversa".

Fonte: l'autore Giovanni Scupola

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