Chiusi i Mondiali di Cortina, è tempo di bilanci

I Mondiali di Sci Alpino hanno regalato emozioni, tra conferme e sorprese, ma anche sollevato una serie di critiche e dubbi da analizzare

di Gabriele Granati
Gabriele Granati
(4 articoli pubblicati)
Cortina - Parallelo Mondiali Sci Alpino

Con lo slalom maschile vinto dal norvegese Foss Solevag, si sono conclusi i Mondiali di Sci Alpino a Cortina, edizione senza pubblico per le restrizioni dovute al Covid. Una rassegna con alcune gare spettacolari, grazie anche all'organizzazione che è riuscita ad allestire al meglio le piste nonostante i capricci del meteo; altre caratterizzate da ombre imputabili soprattutto alla FIS (Federazione Internazionale di Sci) per scelte o regole non proprio limpide. Vediamo i principali motivi di discussione.

La Discesa maschile, sulla nuova pista "Vertigine", ha scatenato polemiche già dalle prove. La conformazione del pendio si è rivelata non adatta per la discesa, e ha costretto i tracciatori a disegnare nella parte centrale delle curve troppo strette. La gara è sembrata un secondo SuperG, non a caso vinto ancora (come il "vero" SuperG) dall'austriaco Kriechmayr, abilissimo ad interpretare le curve incriminate; curve che invece hanno stroncato le ambizioni di Paris, il più veloce negli altri tratti della pista. Tutti gli specialisti non hanno avuto molte chance: anche lo svizzero Feuz, grande favorito, ha pagato dazio in quel tratto, agguantando almeno il bronzo.

C'è poi stata la giornata delle Combinate (SuperG + Slalom). Specialità spesso criticata, quest'anno senza gare in Coppa del Mondo. Passi il voler assegnare medaglie mondiali agli atleti polivalenti, lasciano dubbi le modalità con cui è stata organizzata la gara. Stessa pista per uomini e donne, con la ricerca del ghiaccio (per preservare il manto) che ha messo in difficoltà le ragazze, soprattutto in slalom; SuperG decisamente semplice, che ha visto distacchi ridotti tra velocisti e slalomisti e quindi avvantaggiato i secondi, che poi tra i pali stretti hanno potuto comandare a piacimento la gara. Risultato: nessuno specialista della velocità sul podio o nelle vicinanze.

Il Parallelo, specialità dinamica all'esordio ai Mondiali, presenta evidenti problematiche, ingigantite dal contesto iridato. I due tracciati (paralleli) dovrebbero essere identici, e il pendio naturale non aiuta; qui era palese la difformità, con il tracciato rosso nettamente più rapido del blu. E se è vero che le due manche a tracciati invertiti dovrebbero far competere tutti ad armi pari, c'è il regolamento che sconcerta. Nella prima manche chi perde subisce un ritardo massimo di 50 centesimi, anche con distacco superiore o uscita. Nella seconda, invece, viene considerato il distacco effettivo. Non è un caso che gli atleti sul tracciato rosso nella seconda manche ne abbiano sempre beneficiato. Per riproporre questo format di gara, in particolare in rassegne olimpiche o mondiali, sono auspicabili modifiche per mettere tutti gli atleti sullo stesso piano.

L'ultima perplessità è rivolta allo Slalom maschile. Temendo un deterioramento della neve per le alte temperature, la FIS ha deciso per l'inversione dei 15 nella seconda manche, contro la classica inversione dei 30. La pista invece, ottimamente trattata e preparata, ha tenuto alla perfezione; l'unico risultato è stato quello di impedire a 15 atleti di giocarsi le proprie chance. E sebbene l'inversione dei 15 costituisca un'opzione di per sé valida (era così fino a metà anni '90) non sembra corretta la modifica per un'unica gara, ricordando che in uno sport "outdoor" non è uno scandalo, ed è già successo in passato, che le condizioni climatiche possano influire sull'esito della competizione. 

Restano ben impressi, tra le tante emozioni, i doppi ori di Kriechmayr e della Gut, le 4 medaglie della Shiffrin, il medagliere dominato da Austria e Svizzera; senza dimenticare l'oro della Bassino nel Parallelo e l'argento di De Aliprandini in Gigante.

Ma è importante che la Federazione rifletta e ponga rimedio ad alcune problematiche ed incongruenze risultate evidenti: per la trasparenza delle competizioni, per dare il giusto merito alle capacità degli atleti e per mostrare ad esperti e appassionati uno spettacolo al massimo delle potenzialità.

Cortina - Discesa maschile Mondiali Sci
Fonte: l'autore Gabriele Granati

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